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Parc de la Ciutadella – Barcellona – Spagna

Arcodeltrionfobarcellona

arcodeltrionfobarcellona

Andiamo al Parc de la Ciutadella, una attrazione meno considerata dai turisti che preferiscono visitare le attrazioni piú conosciute.

Peró una capatina secondo me ci potrebbe stare, specialmente per chi viaggia con bambini che qui si sentiranno liberi di correre e giocare senza pericoli di traffico.

É un bellissimo parco dove artisti di strada, musicisti e famiglie si ritrovano per passare ore di svago.

Una miriade di pappagallini verdi vi allieteranno con il loro verso.

L’ingresso al Parc de la Ciutadella avviene attraversando l’Arco del trionfo che nonostante il nome non commemora nessun trionfo ma é stato costruito come ingresso principale per l’esposizione universale tenutasi nel 1888.

Una volta entrati inizierete la vostra passeggiata nel viale che vi porterá diritti al parco.

pardelaciutadella

Il nome Parc de la Ciutadella lo si deve al re Filippo V che fece costruire nel 1715 una cittadella militare per controllare e difendere la città. Per costruirla il re dovette abbattere parte delle mura a nord-est della città e moltissime case del popolare quartiere della Ribera, che oggi si chiama Born.


attenzione agli incontri inaspettati 🙂

parcdelaciutadella

Una volta deposta la monarchia con la rivoluzione del 1868 i terreni de la Ciudadella militare vennero consegnati alla borghesia catalana.

La condizione peró era che venissero usati per dare vita ad un grande parco verde.

Venne inaugurato in occasione dell’esposizione universale del 1888. Ammirerete una maestosa fontana monumentale con al centro sotto la scultura dorata dei cavalli la nascita di Venere.

parcdelaciutadella

Li vicino vi stupirá piacevolmente un laghetto dove si possono noleggiare piccole barche

per fare un giretto in questo bucolico luogo.

parcdelaciutadella

Altri approfitteranno  per fare un po’ di corsa o per portare a spasso il proprio cane e figlioletto.

parcdelaciutadella

Vi troverete in un vivace ambiente dove persone si incontrano per dedicarsi a svariate attività tipo ginnastica di coppia o per fare un picnic o leggere in tutta tranquillità ma anche prendere il sole.

Percussionisti con il bongo battono il ritmo e vi potrebbero coinvolgere in qualche scatenato ballo africano.

Finito il giro nel parco uscite sul lato di Passeig de Picasso e attraversate la strada, vi troverete cosí davanti al centro El Born Centre de Cultura i Memòria

quartiereBornBarcellona

Dopo la costruzione del parco il vicino quartiere Ribeira ora chiamato Born ebbe bisogno di un mercato per gli abitanti.

Lo stesso architetto che progettó il parco progettó negli anni immediatamente successivi (1876 circa) anche il mercato chiamato appunto il mercato Born. Ebbe questa funzione per un secolo, poi divenne uno spazio per eventi e fiere.

Ma dal 2002 é diventato una biblioteca e fu proprio durante i lavori di ristrutturazione che vennero alla luce i resti di quelle mura case e strade abbattute da re Filippo V per costruire la sua cittadella militare.

CCMBornBarcellona

ElBornCentredeCulturaiMemòria

Un sito archeologico di 8000 m.2 molto ben conservato con ingresso libero ma volendo si possono prenotare visite guidate a pagamento.

quartiereBornBarcellona

All’uscita dal Centro culturale si snoda il quartiere Born con piazzette, locali e un labirinto di stradine

quartiereBornBarcellona

Dirimpetto al centro culturale una piccola rambla vi porterá alla chiesa di Santa Maria del Mar  in stile gotico. Godetevi una passeggiata senza meta in questo quartiere dove tutto sembra rallentare e a traffico limitato.

In questi giorni la situazione politica é molto tesa a causa del referendum per la secessione della Catalogna.

Nei media si vedono immagini a cui non siamo abituati pensando alla vivace e allegra Barcellona.

Speriamo in un dialogo pacifico tra le parti che porti ad una soluzione che accontenti tutti. Pensiamo positivo!!!

Il bagno arabo di Girona e il Passeig de la Muralla – Spagna

bagno arabo Girona

bagno arabo Girona

Nel cuore storico della cittá, che ha visto protagoniste diverse culture come quelle musulmana ed ebrea possiamo trovare prove della loro permanenza passeggiando nel quartiere ebraico  e visitando questo gioiello di architettura del bagno arabo di Girona, vi consiglio di non perderlo.

bagno arabo Girona

Una costruzione adibita a bagni pubblici e alle terme con elementi tipici delle architetture orientali nonostante sia stato costruita in epoca successiva alla presenza dei mussulmani nella cittá, il suo nome quindi é un richiamo alla cultura araba  che si ritrova nello stile architettonico.

bagno arabo Girona

Una volta entrati ci si troverá nella sala adibita allo spogliatoio con una piccola vasca ottagonale che giá da sola merita una visita.

bagno arabo Girona

Elegante e molto suggestiva …

bagno arabo Girona

grazie anche alla cupola soprastante che illumina di una luce soffusa e rilassante.

come si vede da questa mappa in sezione il bagno era suddiviso in 4 parti, lo spogliatoio seguito dalla sala fredda il frigidarium, dal quale si passa alla sala tiepida il tiepidarium, per arrivare a quella calda il calidarium dove si facevano i bagni di vapore.

Proseguendo nelle sale si arriverá a vedere anche la vera e propria caldera dove veniva acceso il fuoco che alimentava il calore attraverso condotte sotterranee ( che vedete nella mappa sopra) portandolo alle varie sale.

Se volete farvi un tour virtuale in tutte le sale che io purtroppo non son riuscita a fotografare per questione di luce, qui le potete vedere.

All’uscita dal bagno arabo a pochi metri potrete incamminarvi in una strada in salita che vi condurrá ai giardini della francesa chiamati cosí perché dal 1922 al 1962 furono proprietá di una signora francese, poi il comune della cittá compró il parco che divenne cosí pubblico e visitabile.

É un giardino a piú livelli, vi servirá per smaltire tapas e affini 🙂 incontrerete quindi delle scalette che vi condurranno ad angoli dove fare piacevoli soste all’ombra …

Jardins de la francesa girona

ma potrete anche scegliere di salire su torrette per ammirare panorami a perdita d’occhio, io ho optato per la prima scelta 🙂

Passeig de la muralla Girona

fino ad arrivare al percorso delle antiche mura, il Passeig de la Muralla che durerá all’incirca 30 minuti.

Passeig de la muralla Girona

una simpatica passeggiata che vi permetterá di osservare da diverse prospettive la cittá.

Passeig de la muralla Girona

Scenderete praticamente dall’altro capo del centro storico pronti per farvi un aperitivo per recuperare le calorie perse 🙂

Girona e le sue bellezze – Spagna

Girona

Girona

Chiamiamola la sorella minore di Barcellona, ma solo perché piú piccola perché in realtá a bellezza non ha niente da invidiarle. Sto parlando di Girona che ho avuto modo di visitare con calma questa estate. Si trova in Catalogna e vi si parla come prima lingua il catalano.

Essendo una cittá di provincia ci si vive con un po’ piú di lentezza rispetto alla piú gettonata Barcellona ma questo secondo me non é un difetto anzi da modo di sentire il tempo dilatarsi per essere gustato passeggiando per la cittá e coglierne tutte le sfumature.

Girona

Affacciata sul fiume Onyar in cui si rispecchiano case colorate chiamate in catalano cases penjades cioé case pendenti ( pendenti sul fiume)  é detta per questa caratteristica anche petita Florencia.

A Firenze infatti il ponte vecchio e le case vicine, prospicienti sul fiume Arno, si rispecchiano con i loro colori allo stesso modo evocando quindi in Girona  l’immagine fiorentina.

Girona

Le strade acciottolate sono rese lucide dai mille e mille passi e delimitate da grosse palle di metallo … ovviamente sono fissate a terra, giusto non vi venga in mente di provare a calciarle 😀

fontanelle Girona

nel vostro cammino noterete antiche fontanelle …

Girona

e scale che salgono al quartiere ebraico …

girona quartiere ebraico

un insieme di vicoletti e scalette in pietra che si incrociano quasi a formare un labirinto.

ponte Eiffel Girona

E se in comune con Firenze ha l’ immagine delle case colorate che si specchiano nel fiume con Parigi divide l’importante nome Eiffel, é infatti di Eiffel il progetto di questo ponte rosso del 1877. Chissá, forse delle prime prove in vista della piú nota torre che, coincidenza vuole, é iniziata nello stesso anno 🙂

Girona piazza-indipendenza

arriverete in una bella piazza quadrata come molto comunemente si vedono nelle cittá spagnole, Placa de la Independencia con un porticato su tutti i lati dove sorseggiare una buona birra o bere un caffé.

chiesa Girona

Potete poi raggiungere la Esglesia de sant Feliu, la chiesa dedicata al martire San Felice. Caratteristico il campanile senza punta e il suo aspetto possente con una bella scalinata per entrarvi.

la leona a Girona

Antistante alla chiesa vedrete una colonnina a cui é aggrappata una leonessa detta la Lleona in catalano, questa in realtá é una copia dato che l’originale é conservata nel museo d’arte. Non ci si puó passare vicino senza accarezzarle il fondo schiena che vi garantirá cosí una buona sorte.

Girona

Una curiositá, nella parete del bar ai piedi della scalinata della chiesa di sant Feliu vi si puó agganciare il guinzaglio del vostro amico a 4 zampe per averlo sempre sott’occhio mentre magari fate colazione.

Girona

l’altra  chiesa che merita di essere vista é la cattedrale che svetta su tutta la cittá essendo nella parte piú alta come vedete anche dalla prima foto, anch’essa dall’aspetto possente e tutta in pietra con una lunga e bella scalinata fornita di piccole terrazze.

Da prendere in considerazione per una capatina gastronomica (o piú di una) :

  •  Arros i peix ristorante   di pesce dove potrete scegliere al loro banco di pesce freschissimo quello vorrete mangiare e la quantitá di ciascuna scelta, cosí potrete soddisfare maggiormente le vostre papille.
  • Per uno sfizioso mangiare informale invece, con servizio alla buona, potrete andare al Zampanzar, ristorante in Calle Cort Reial 10 dove vi potrete gustare una serie di pinxos o piatti baschi ma anche tutti e due se siete affamati.

Dopo aver gustato i loro pinxos ne ho riprodotti un paio per nostalgia 🙂

  • Per una golosa colazione con torte fatte giornalmente o colazioni salate vi consiglio La Fabrica un locale molto carino che é anche store.

In un prossimo post vi porteró a visitare altre due cose che non vi dovete perdere se andrete a Girona, quindi restate sintonizzati 😀

Valencia e il suo mistero – Spagna

Oggi torno a scrivere di viaggi dopo una lunga pausa e spero che se passate di qui pur non trovando una ricetta, la cosa non vi dispiaccia.

Vi porto in una cittá che mi ha piacevolmente sorpreso, Valencia.
Una cittá con un centro storico che si puó visitare tranquillamente a piedi ma anche con un buon servizio di trasporto cittadino di bus e metro per spostarsi nelle spiagge o in altri quartieri.
Offre molte possibilitá di interesse artistico, gastronomico e di tempo libero in quanto é  una cittá molto vivace con una buona offerta di locali e se presa in considerazione nel periodo estivo anche un buon motivo per approfittare delle sue belle spiagge.

Oggi peró partiamo da una leggenda che ha ispirato scrittori e registi che con i lori racconti hanno contribuito a creare un alone di mistero intorno ad un oggetto sacro per il culto cristiano, il Sacro Graal, la coppa che Gesù Cristo avrebbe usato nell’ultima cena e che viene custodito in una cappella nella cattedrale della cittá, la certezza comunque non si ha ancora nonostante i molti studi storici eseguiti e il mistero quindi non é ancora svelato.

La cattedrale é incastonata tra 2 piazze, la plaza de la Virgen alle sua spalle che é quella che vedete qui sopra e la plaza de la Reina sul fronte.

Da piú di 1000 anni la cattedrale é la sede  del Tribunale delle acque / Tribunal de las Aguas de Valencia che ha l’incarico di risolvere le controversie tra gli agricoltori riguardo le irrigazioni dei campi, le sentenze sono pubbliche e vengono manifestate all’aperto proprio davanti a questa porta la Puerta de los Apóstoles in stile gotico senza materiale cartaceo ma solo in forma orale.

Tutti i giovedí alle ore 12 il giudice e i suoi assessori si presenteranno sul posto e nel caso, che ora si presenta molto spesso, non ci fossero discussioni si ritireranno poco dopo mantenendo comunque questa antica tradizione.

seguendo il fianco della chiesa con un occhio alle cupole blu che appaiono tra i muri….

noterete la torre del Miguelete che é anche il campanile della cattedrale dedicato a San Michele per questo chiamato anche Torre del Micalet. Alto 51 metri a pianta ottagonale.

Arriverete cosí alla porta principale in stile barocco, la Porta de lo hierros cosi chiamata per il cancello che si trova davanti all’ingresso.
L’ingresso costa 5 euro e viene consegnato con una audioguida che spiegherá le varie cappelle che si snodano sui lati e i capolavori pittorici contenuti nella chiesa.

all’interno si nota subito lo stile gotico delle arcate …

e sull’altare una pala degli inizi del 1500….

una pala a tempera e olio su tavola di Fernando de Los Llanos e Fernando Yáñez de la Almedina, che si dice imita lo stile di Leonardo da Vinci e di altri autori del Rinascimento italiano.

sopra noterete la cupola a pianta ottagonale e in pietra di alabastro.

Dietro all’altare si trova la reliquia di San Vicente Diacono di Saragozza, il suo braccio sinistro mummificato, lui fu martirizzato a Valencia durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano nel 304, non é propriamente un bello spettacolo ma comunque sia fa parte della storia.

Ora siamo arrivati a quel mistero di cui vi parlavo sopra che si trova in una cappella di pianta quadrata e tutta in pietra e alabastro destinata a custodire il Santo Graal.
Il calice é costituito da una piccola coppa alta 7 cm. e larga 9 del tutto simile ad una scodellina di calcedonio datata tra il IV secolo avanti cristo e il I dopo C. e intagliata ad Antiochia o Alessandria. Solo in un secondo tempo nel XIII secolo vi si aggiunse la base arricchita con pietre preziose. 

il soffitto ha nervature di pietra che formano una stella …

e al centro una formella rotonda dove viene rappresentata l’incoronazione della Vergine.

Ma eccoci davanti al calice, forse un po’ suggestionata dall’alone misterioso che lo circonda, confesso che mi ha fatto emozionare l’essere proprio lí a pochi passi e poterlo osservare ripercorrendo mentalmente la storia affascinante che lo avvolge.

Infatti la tradizione aragonese narra che il Santo Graal fu portato da Pietro ad Antiochia e poi a Roma dove venne usato da numerosi Papi fino a Sisto II che, prima di essere messo a morte durante le persecuzioni contro i cristiani, nel 258 d.C. riuscì per mezzo di un diacono a farlo arrivare nel nord- est della Spagna, a Huesca dove venne nascosto in una grotta delle montagne aragonesi, e in seguito custodito nei secoli nel monastero di San Juan de la Peña.

Nel 1399 il re spagnolo Martino I convinse i monaci a donarglielo per la sua collezione di reliquie, una donazione documentata.
Alla sua morte la regina consorte donó il calice alla cittá di Valencia, e una quindicina d’anni dopo il re Alfonso il Magnanimo lo consegnó alla Cattedrale.
Da allora ha lasciato la sua collocazione solo per essere nascosto durante l’occupazione napoleonica e durante la guerra civile spagnola dove sembra che i Valenciani lo nascondessero a turno nelle proprie case per non farlo trovare. 

Una volta usciti dalla cappella del Santo Graal ci si puó dirigere sul lato opposto e decidere se salire con pochi euro ( 2 -3 ) alla Torre Micalet ….. una scala a chiocciola di 207 scalini vi porterá sopra.

dalla torre potrete spaziare a 360 gradi sulla cittá, vedrete la plaza de la Virgen sul retro …..

e piú in lá anche la torre del Serrano, una delle porte d’ingresso alla cittá antica….

girando ancora vedrete emergere i cupoloni della cittá delle scienze e sullo sfondo il porto con le sue gru …

proseguendo il giro riconoscerete dietro a quel campanile la plaza Redonda e cioé un ex mattatoio trasformato nel XIX sec. in una piazza mantenendo la forma circolare originale con al suo interno una serie di negozietti.

infine proprio guardando dalla parte dell’ingresso della cattedrale vi si puó vedere la plaza de la Reina.

Lisbona – Portogallo

Oggi andiamo in Portogallo e proprio nella capitale, Lisbona. Una città che io mi aspettavo vivace e godereccia invece  (non so se a causa della crisi economica anche se qualcuno cerca di accontentarsi maneggiando in qualche modo le banconote da 200 giusto per non dimenticarle)….
l’ho trovata mesta e dall’anima malinconica seppur bella, la sera poco movimento e a parte proprio nel cuore del centro subito più in là tutto chiuso….
I quartieri molto caratteristici, nella parte bassa la Baixa con le sue belle piazze…..

e con i suoi edifici che mostrano le facciate  ornate dalle famose piastrelle decorate e colorate……
e gli altri due che si trovano sulle colline ai due lati della stessa, il Chiado e l’Alfama sono continuamente percorsi dallo sferragliare dei tram a fili……
il Chiado dall’impianto urbano a griglia, mentre l’Alfama con gli edifici tutti vecchi e addossati uno all’altro che affiancano le strade acciottolate spesso ripide e strette con viuzze…….
che si trasformano a volte in scalinate o che si aprono in spiazzi che regalano bellissime panoramiche magari offrendovi effetti speciali come la nebbia che sale dal Tago e che va ad avvolgere sinuosamente il ponte 25 aprile……
Talvolta capita di vedere panni stesi alle finestre o persone sedute a chiacchierare, scorci che mi ricordano le cittadine del nostro meridione, probabilmente un retaggio delle dominazioni arabe.
girovagando senza una meta tra queste strade e scendendo arriverete facilmente in praca do Comèrcio una maestosa piazza che si affaccia sul grande fiume Tago….peccato che la sera a parte qualche luce attorno al monumento centrale sia praticamente buia……
il martedì e il sabato mattina in zona si tiene il mercatino delle pulci, la feria de ladra detto così perchè era il mercato dove sembrava arrivassero lì gli oggetti rubati…..per la maggior parte un sacco di cose vecchie di poco valore ma comunque molto fornito, io mi son presa un paio di queste………
Appena fuori città si trova il quartiere di Belem dove c’è la famosa fortezza di Belem e il meraviglioso monastero di Geronimo
tipico esempio di arte manuelina cioè dell’epoca di Manuel I costruito con gli introiti del “pepe“ una tassa sulle spezie.
Nel 1998 si è tenuto l’expo e un quartiere industriale dismesso ha lasciato il posto a un progetto che l’ha trasformato realizzando spazi ricchi di verde, una lunga passeggiata lungo il fiume costeggiata da una serie di ristorantini ….
 una avveniristica stazione chiamata la gare do oriente tutta in cristallo e acciaio che ricorda un’oasi di palme, bellissima vista di sera tutta illuminata e ad altri edifici con architettura moderna e originale tra cui il meraviglioso Oceanario assolutamente da non perdere di cui vi lascio qualche immagine dei suoi ospiti…..
in barba ai visitatori questa…. mi pare fosse una marmotta che mi hanno suggerito essere una lontra, si fa una sana pennichella a pelo d’acqua…..
stelle marine a passeggio…….
rospi multicolor…….
anemoni fioriti che danzano…..
pesce pagliaccio…..
e pesce “striato”….in realtà non so come si chiama ^__^
In città ci sono molti ristoranti ma io vi consiglio di addentrarvi nelle vie al di fuori del flusso turistico, basta poco … svicolate dietro alle piazze e inoltratevi nelle strade che sembrano anonime e troverete trattorie che qui sono chiamate Tasche,
locali molto alla buona a conduzione famigliare dove la mamma cucina il papà sta al bancone per le bibite e la cassa e la figlia prende l’ordine e porta in tavola. L’arredamento e le vettovaglie sembrano essersi fermati a qualche decina d’anni fa….
Il menù semplice ma molto saporito offre piatti tradizionali ed espressi proprio come quelli che fanno a casa loro, in una di queste occasioni ho mangiato la ricetta che vi lascio qui sotto, niente di fantasmagorico ma decisamente gustoso.
Una omelette al formaggio e prosciutto, in qualche ricetta nel web il formaggio lo chiamano mozzarella ma forse lo indicano per far capire di scegliere un formaggio che si scioglie, perchè in realtà il formaggio locale che viene usato è il minas che assomiglia ad una nostra caciotta poco stagionata.
Io l’ho accompagnata con degli spinacini freschi, ma loro ve la servirebbero quasi sicuramente con patatine fritte e qui potete vederne il video dove l’ho presa.
Omelette de queijo e presunto
Ingredienti per 1: 2 uova, 2 cucchiai di latte, mezzo cucchiaino di lievito ( io credo sia optional, ma io l’ho usato) formaggio tipo caciotta fresca o brie, 1 fetta di prosciutto cotto tagliato leggermente spesso, peperoncino a fiocchi, un cucchiaio di trito ricavato dalla parte verde di un cipollotto o di un porro, sale e burro q.b.

Preparazione : non ho seguito esattamente il metodo descritto nel video ma ho comunque ottenuto lo stesso effetto.
Senza separare il tuorlo dall’albume ho sbattuto le due uova, con il latte, il lievito e un pizzico di sale. 

Scaldato una padella antiaderente ho sciolto una noce di burro o olio, ho versato le uova sbattute e una volta che l’omelette si è cominciata a rapprendere ma la superficie rimane ancora cremosa ho aggiunto solo da un lato, le fette di formaggio seguite dal prosciutto tagliato a pezzetti e la parte verde del cipollotto.

Quindi con un cucchiaio ho raccolto parte del tuorlo ancora liquido sulla parte vuota dell’omelette e l’ho aggiunta sopra gli ingredienti con i fiocchi di peperoncino. 
Aiutandovi con una spatola girate la  metà vuota sulla metà farcita lasciate ancora 2 minuti a cuocere e sarà così pronta.