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Pasta con fave alla pancetta e germogli

Pasta con fave alla pancetta

Le fave sono legumi che vengono seminati tra gennaio e marzo per poi essere raccolti nel periodo primaverile.

È un legume più apprezzato al sud ma negli ultimi anni le si vedono anche al nord e si prestano bene a condire un piatto di pasta come questa pasta con fave alla pancetta e germogli

Le fave più giovani e tenere possono essere consumate crude con scaglie di pecorino mentre, al contrario, quelle più mature meglio consumarle cotte.

 

Pasta con fave alla pancetta e germogli

 

Ingredienti per 2

160 gr di pasta

400 gr di fave già mondate

50 gr di pancetta di amatrice

50 gr di cipolla

100 gr di formaggio verde al mascarpone

germogli di ravanello

olio q.b.

 

Preparazione

Tritate finemente la cipolla e mettetela in padella con la pancetta ridotta a cubetti a rosolare con un po’ di olio.

Versate poi anche le fave aggiungendo un mestolo scarso di acqua bollente, salate pepate e fate cuocere con coperchio socchiuso fino a che saranno tenere e si sarà consumato il liquido.

Mettete a bollire l’acqua salata per cuocere la pasta.

In un piatto mettete il formaggio e aggiungete due cucchiai dell’acqua di cottura per sciogliere il formaggio.

Una volta cotta la pasta unitela alle fave e pancetta, rigirate bene e versate anche il formaggio, amalgamate il tutto e impiattate. Decorate con i germogli .

 

Pasta con fave alla pancetta

Pasta agli agretti, un bicolore azzeccato

Pasta agli agretti,

Oggi è una bellissima giornata e non solo meteorologica con cielo azzurro e sole, ma è iniziata una nuova ed entusiasmante avventura chiamata SAYGOOD!!

Un sito dove potrete spaziare tra le ricette di 160 foodblogger (di cui anch’io faccio parte) animate da tanta passione per tutto quel che può essere portato in tavola, ricette varie da quelle facili e veloci alle più sane e salutari ma anche che “viaggiano” senza confini per il mondo, gluten free, vegan e ovviamente ricette tradizionali italiane.

Inoltre troverete informazioni su eventi del food e ristoranti che vale la pena visitare. Ma seguiteci perchè il progetto è solo all’inizio e sicuramente si evolverà con altre rubriche interessanti.

Ma non di sole ricette e mondo food si parlerà, avrete modo di trovare suggerimenti per i vostri viaggi con foto bellissime che vi faranno sicuramente venir voglia di preparare le valigie o di fare una gita fuori porta, niente articoli da rivista patinata ma luoghi visti con gli occhi di chi ha avuto l’occasione di visitare quei luoghi e che vi darà le proprie impressioni e informazioni utili per un vostro eventuale viaggio.

Che dire? … non vi resta altro che seguirci 🙂

 

Pasta agli agretti

Gli agretti sono una verdura non conosciutissima ma in realtà è un buon contorno da tenere presente, gli agretti o barba dei frati sono leggermente aciduli e carnosi, come si vede dalla foto assomigliano solo alla vista, all’erba cipollina che è però cava, questi  invece sono fili più pieni e ricchi di vitamina A e C.

Si toglie la parte radicale rossiccia e il piccolo fusto degli steli, una bella risciacquata e sono pronti per essere cucinati. Si possono fare al vapore, bolliti o saltati direttamente in padella l’importante è che siano tutte cotture molto brevi ( nell’ordine di pochi minuti) per non scuocerli.

La sua stagione inizia da marzo per arrivare a fine maggio e ora che sono arrivati io ne voglio approfittare, ho fatto questa pasta agli agretti ma li ho già preparati in diversi modi e fatti scoprire anche a dei miei amici che non li conoscevano, se siete curiosi delle varie preparazioni le potete trovare facilmente sul mio blog in dispensa. 

 

Ingredienti per  2

Un mazzo di agretti detti anche barba di frate

Una decina di mandorle

Una miscela delle seguenti spezie – aromi :

2 cucchiaini di coriandolo in polvere

1 cucchiaino di origano secco

1 cucchiaino scarso di aglio in polvere

2 prese di cipolla rossa in polvere

1 cucchiaino di sale fino

160 gr di spaghetti

Olio 4 – 5 cucchiai

 

La preparazione della ricetta la trovate qui

Pasta agli agretti,

Pastina in brodo all’uovo e parmigiano

Pastina in brodo all'uovo

Pastina in brodo all'uovo e parmigiano

 

Oggi faccio un amarcord,  mamma quando ero piccola, ma anche da grande a dir il vero 🙂 specialmente in inverno faceva spesso il bollito e quindi poi di conseguenza si aveva a disposizione  il brodo di pollo e carne.

Io non lo amavo particolarmente e cercavo sempre una scusa per snobbarlo, i brodi trasparenti non mi attiravano e preferivo il passato di minestrone.

Ma come si sa le mamme trovano sempre un modo per aggirare l’ostacolo e  quando quel brodo si trasformava in un liquido dorato tempestato di piccoli “semini” di pasta allora ne mangiavo anche due piatti e questo ancora adesso si perpetua nel tempo 🙂

Questa pastina in brodo all’uovo e parmigiano era davvero graditissima, quanto una tenera coccola, ed è uno di quei ricordi che ti rimangono tatuati sul palato, adesso oramai cresciutella me la produco anche da sola per riscaldare le cene invernali e dato che fa parte di quelle ricette che non sono solo ricette ma veri e propri ricordi di famiglia  meritava di essere nel mio ricettario qui sul blog.

 

Pastina in brodo all’uovo e parmigiano

 

Ingredienti (per 2)

5 mestoli di brodo di carne e pollo ( o uno dei due)

1 uovo

4 cucchiai di parmigiano

70 gr di pasta risoni o midolline

 

Preparazione

Portate a bollore il brodo e versate la pasta, cuocete secondo i minuti consigliati sulla confezione. Sbattete bene l’uovo con il parmigiano.

Togliete dal fuoco, versate l’uovo mentre girate bene la minestra.

A piacere aggiungete ancora formaggio e chi vuole una macinata di pepe.

 

Pastina in brodo all'uovo e parmigiano

 

Zuppa cuata, tipica sarda

zuppa cuata

zuppa cuata

 

Questa è una ricetta talmente facile che saprebbe farla anche un neofita in cucina riuscendo a fare la sua bella figura.

Grazie al gioco dello scambio ricette tra blogger abbinate a sorpresa su Facebook, ognuna di noi si impegna a realizzare una ricetta del blog a cui è stata abbinata. Io son capitata molto bene dato che il mio blog viaggia molto per le cucine del mondo ho l’occasione di fare un viaggio nella strepitosa Sardegna che mai mi ha deluso.

Sbarcata direttamente a casa di Antonietta le copio questa ricetta tipica sarda con ingredienti poveri che hanno sempre fatto parte delle dispense delle case dei pastori, la ricetta viene chiamata zuppa cuata ma in realtà è molto simile ad una lasagna al forno con il top leggermente croccante che nasconde una gustosa morbidezza.

Antonietta ci spiega infatti che la parola zuppa veniva usata nel medioevo nella cucina italo-aragonese che dominava il sud Italia in quel periodo per tutti i piatti che prevedevano il pane intriso nel brodo.

Ho provato a fare la zuppa cuata sia in bianco che con un po’ di passata di pomodoro e ve le consiglio tutte e due.

La mia preferita rimane comunque quella in bianco. La passata di pomodoro infatti non fa parte delle mie preferenze ( lo so, la cosa vi sembra strana, non vi dico come lo è sembrata ai miei parenti meridionali acquisiti 😀 ma a me i pomodori piacciono solo freschi o appena saltati in padella per la pasta) .

Qui, quindi, la pasta è perennemente in bianco ovviamente con verdure varie o ragù … squisitamente bianco pure lui 😀 

 

Zuppa cuata, tipica sarda

 

Ingredienti per 4 persone

250 g di pane Carasau

700 ml di brodo di carne (o vegetale)

300 gr di formaggio  ( io ho usato scamorza e pecorino sardo)

sale, pepe, noce moscata, origano secco

 

Preparazione 

Preparare un brodo di carne mista oppure un brodo vegetale limpido come ho fatto io con carota cipolla e sedano.

Tagliate a fette il formaggio e grattugiate il pecorino.

Fare un primo strato di pane Carasau, versate mezzo mestolo di brodo e distribuite le fette di formaggio e il pecorino, spolverizzate con origano e noce moscata. Continuate alternando gli ingredienti e il brodo fino a finire il pane.

Terminate con il formaggio e qualche fiocchetto di burro. Mettere in forno preriscaldato a 180° per una ventina di minuti fino a doratura della superficie.

 

zuppa cuata

Zuppa marocchina di lenticchie, Laadass

Laadass

Zuppa marocchina di lenticchie, Laadass

Ho intravisto questa zuppa da Layla e mi sono subito detta che in settimana sarebbe stata una delle nostre cene. Attirata oltre che dalla sua ricetta dal fatto che mi sarei fatta una capatina in Marocco dove le spezie rendono le preparazioni molto calde e corroboranti.

La ricetta è una zuppa marocchina di lenticchie,  Laadass è il suo nome originale e io l’ho realizzate con le lenticchie che avevo a disposizione, quelle gialle e non arancioni come invece ha usato lei ma credo che la cosa non apporti cambiamenti di nota.

Ho fatto un’aggiunta, dato che avevo comprato delle cozze per farci una zuppa con i fagioli,  l’ho trasformata in questa con le lenticchie che mi ha attirato di più.

 

Zuppa marocchina di lenticchie,  Laadass

 

Ingredienti per 3 

200 g lenticchie gialle (non decorticate)

1 kg di cozze

1/2 cipolla bionda

1 spicchio d’aglio

2 carote piccole

1 costa di sedano

1/2 peperoncino

1 cucchiaino delle seguenti spezie:

paprica dolce in polvere

semi di finocchio triturati

curcuma in polvere

cumino triturato

300 ml passata di pomodoro

2 cm di zenzero

acqua o brodo vegetale (circa 700/800 ml)

sale

il succo di 1 limone

prezzemolo tritato

olio evo

 

Preparazione

Mettete in ammollo le cozze precedentemente mondate da filamenti,  in acqua fredda e un po’ di sale, e lasciatele fino a che avrete messo in opera la zuppa.

Tritate finemente la cipolla, il peperoncino la carota e il sedano, schiacciate l’aglio con la lama del coltello e rosolate tutto in una casseruola con un po’ di olio, una volta che si sarà intenerito il trito aggiungete  le spezie lasciando soffriggere un paio di minuti.

Unite la passata di pomodoro, lasciate insaporire per 10 minuti circa aggiungete il brodo bollente e una volta raggiunto il bollore versate anche le lenticchie e coprite con il coperchio. Lasciate cuocere la zuppa di lenticchie marocchina, Laadass mescolando di tanto in tanto ed eventualmente aggiungendo acqua/brodo bollente se necessario.

Intanto preparate le cozze scolandole e versandole in una casseruola con due giri di olio e due prese di prezzemolo tritato, coprite e accendete il fuoco lasciandole sul fornello finchè si saranno aperte tutte dando una girata ogni tanto.

Estraete i molluschi da tutti i gusci e metteteli da parte.

Fate colare in un colino a maglie strette ricoperto da un telo di cotone sottile il liquido ottenuto dalle cozze e poi versatelo nella zuppa. Assaggiate e regolate di sale.

Una volta cotte le lenticchie versate negli ultimi minuti le cozze e il succo di limone, impiattate  la zuppa e spolverate con del trito di prezzemolo.

 

Zuppa marocchina di lenticchie, Laadass