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Té all’ananas zenzero e curcuma

té all'ananas home made

pineapple tea

Per rinfrescarci in queste giornate pienamente estive occorre avere a portata di bicchiere una fredda e gustosa bevanda, vi ripesco un dissetante  té all’ananas con zenzero e curcuma, due antiossidanti e antinfiammatori naturali che  porteranno sapore e una nota di colore in piú oltre a favorire per le loro proprietá, il vostro benessere.

Io non sono mai stata una fan delle bevande tipo aranciata, coca cola limonata ecc.  e poco anche dell’acqua gasata, le prime sempre troppo dolci e una volta bevute l’effetto ottenuto é sempre stato il contrario di quello desiderato e cioé dissetante, anzi subito dopo desideravo ancor di piú un bicchiere d’acqua naturale e quindi ho eliminato qualsiasi bevanda industriale. Mi piacciono peró le centrifughe, le spremute di agrumi  gli infusi oppure i té aromatizzati e ora per fortuna nei bar si trovano facilmente.

Questi ultimi ho imparato a farmeli da me e sono decisamente una bella soddisfazione, farli da sé infatti ti permette di equilibrare i sapori esattamente come li vuoi. Non amo nemmeno il dolce che prevarica il sapore originale perció metto ben poco dolcificante e a volte aggiungo oltre al frutto protagonista qualche aroma naturale di spezie.

Se vi piace il té alla pesca lo trovate qui insieme ad altre bevande home made

 

Té all’ananas zenzero e curcuma
Recipe Type: té home made
Cuisine: bevande
Author: Mangiare é un po’ come viaggiare
Ingredients
  • 1 bustina di té nero
  • 300 gr. di ananas fresco a pezzi preso da uno intero, il rimanente fatelo a cubotti.
  • un pezzetto di zenzero circa quanto un pollice
  • un pezzetto di curcuma fresca la metá di un pollice
  • 3 lime
  • 3 cucchiai di sciroppo d’agave o altro dolcificante a piacere ( io 3 cucchiai)
  • 1 litro e mezzo di acqua
Instructions
  1. Mettete a bollire l’acqua e versatevi l’ananas, lo zenzero e la curcuma tagliati a fettine, lasciate sobbollire a fuoco moderato per 20 minuti.
  2. Spegnete mettete la bustina di té e dopo 3 – 4 minuti toglietela e lasciate raffreddare bene.
  3. Frullate i frutti scolati dal té e schiacciate la purea ottenuta con il dorso di un cucchiaio dentro un colino a maglie strette, raccogliete il succo e unitelo all’altro.
  4. Spremete i lime e versate anche il loro succo, dolcificate a piacere e mettete in frigorifero per qualche ora finché sará ben freddo.
  5. Servite con degli spiedini di cubotti d’ananas e ghiaccio e lasciate a portata di stecchino altri cubotti d’ananas per chi ne volesse ancora.

 

pineapple tea home made

 

stracchino home made

stracchino home made

Che dire … mai avrei pensato di fare in casa uno dei miei formaggi preferiti, lo stracchino.

Prima dell’era blog molte cose mi sembravano impossibili, fattori come il poco tempo a disposizione e la routine della cucina piú comune e senza alcuno stimolo, che invece il blog ha apportato, ti avvia a trovare la strada piú facile e una volta entrati nel tunnel del supermercato direi che nella maniera piú banale e senza accorgesene perdiamo i riferimenti elementari e piú naturali riguardo gli alimenti.

Ci affidiamo quasi in toto a quello che ci viene offerto come se fossimo dei perfetti analfabeti in materia e non sapessimo ad esempio che un semplice insaporitore di erbe aromatiche basta qualche minuto per farselo.

Piano piano si va a perdere l’orientamento stagionale che per decenni é stato il fondamento con cui si sono regolate le nostre nonne e mamme, a dir il vero io avevo proprio perso la stagionalitá delle verdure e non me ne ero accorta, questo per dire quanto il bombardamento pubblicitario e la comoditá di trovare tutto e in qualsiasi momento dell’anno mi avesse fatto il lavaggio del cervello.

Ora non é che ho abolito il supermercato dai miei percorsi della spesa ma ci vado di meno e senza farmi influenzare dalle mille offerte speciali che magari ti fanno comprare quello che in realtá manco ti serve e soprattutto leggo le etichette e quando hanno piú di 4 – 5 ingredienti di cui alcuni sconosciuti, rimetto sullo scaffale.

Molto meglio il mercato rionale per tutto quel che é di genere fresco o il piccolo negozio con cui instaurare anche un rapporto di fiducia, certo non é che adesso ci facciamo tutto in casa non basterebbero 24 ore della giornata ma in una certa percentuale peró si puó a partire dal pane che é stata una delle mie prime grandi soddisfazioni …. non ci credevo manco io che l’avevo fatto con le mie mani!!!

Terminato questo pippone torniamo al protagonista e cioé allo stracchino home made.

Ho preso la ricetta da questo libricino con spiegazioni semplici e alla portata di tutti di cui potete vedere un’anteprima, non é molto laborioso occorre solo un po’ di pazienza e aspettare che si formi.

Occorrente :
 termometro da cucina
fuscella per colare la cagliata, se non l’avete e non la trovate in commercio non    é un problema potete usare un comune colapasta che peró abbia piedini in modo da rimanere sollevato dal fondo oppure possa rimanere appoggiato senza toccare.
 un tovagliolo di tela sottile o della garza

Mi é capitato di comprare della ricotta (circa 400 gr.) che era contenuta in una fuscella che ho quindi riusato, (avendone avute due avrei potuto distribuire esattamente la cagliata).

A metá del procedimento quando si é giá scolata e ridotta di volume ho passato la cagliata nella fuscella per darle cosí una forma squadrata, ma niente vieta di continuare la colatura nel colapasta, avrá una forma a cupoletta.

 

stracchino home made

Ingredienti

1 litro di latte fresco intero ( se avete la possibilitá di prenderlo in un distributore di quelli che si trovano vicini ad una azienda agricola, ancora meglio)

100 gr. di panna acida densa

100 gr. di formaggio bianco cremoso tipo robiola, o caprino (la ricetta richiede il petit suisse che io non ho trovato).

1 cucchiaino scarso da té di nigari in vendita al naturasí o il caglio che credo si venda in farmacia ( io ho usato il nigari)

2 pizzichi di sale

(vedi note)

 

Preparazione

in una casseruola d’acciaio inox setacciate la panna acida e il formaggio per amalgamarli meglio al latte ( o sostituite il formaggio con 120 ml. di siero se l’avete giá prodotto).

Portare ad una temperatura di 30 gradi, lo fará velocemente quindi se per caso andasse a qualche grado in piú aspettate che si intiepidisca fino alla giusta temperatura.

Sciogliete il nigari con un cucchiaino di acqua e versatelo nel latte, date solo una girata, lasciate il latte nella casseruola e mettetelo a riposare in forno con la lucetta accesa per qualche ora cosí da riscaldare l’ambiente di riposo che durerá almeno 20 / 24 ore senza mai mescolare, magari riaccendete la lucetta per ricreare l’ambiente tiepido un paio di volte.

Trascorse le 24 ore vedrete che sfiorandolo si sará addensato, a quel punto potete stendere un tovagliolo di tela sottile all’interno della fuscella o del colapasta.

Appoggiate la fuscella o il colapasta in un’altra casseruola che faccia da contenitore al siero che colerá e versatevi il latte addensato che ormai si sta trasformando in formaggio.

Tenetelo a temperatura ambiente coperto per circa 2 ore controllando un paio di volte per togliere il siero che mano a mano scenderà (non buttatelo).

Riponetelo in frigorifero continuando comunque a togliere il siero che si formerà sul fondo per le 24 ore successive, non spaventatevi in tutto lo toglierete circa 4 volte ( non dovrete vegliarlo 🙂  )

Il siero non va buttato ma lo si puó utilizzare per il successivo formaggio al posto del formaggio bianco ( la robiola), nell’ordine di 120 ml.

Lo potete giá suddividere in sacchettini da freezer e congelarlo oppure una buona parte usatelo per fare il pane al posto dell’acqua aiuterá la lievitazione.

Dopo le 24 ore avrete il vostro stracchino, se volete un formaggio piú compatto basterá lasciarlo colare ancora da qualche ora a altre 24 ore, quello lo capirete con l’esperienza e a vostro piacere.

Note
questi ingredienti servono solo la prima volta che si fa lo stracchino, poi si userá 120 ml. di siero che si ricaverá da questa produzione in alternativa al formaggio bianco

 

Altre produzioni formaggiose:
Ricotta
Paneer
Formaggio lituano 
Labna

stracchino home made

Limoni confit sott’olio (Marocco)

Limoni confit sott'olio

Limoni confit sott'olio

I limoni confit sono una preparazione di origine nord africana, praticamente dei paesi che si affacciano sul mediterraneo e in particolare Tunisia, Algeria e Marocco. Si usano  spesso per la preparazione della Tajine, cioé uno stufato che prende il nome dalla pentola di terracotta che si usa per cuocerlo con un coperchio conico che proprio per questa sua forma preserva il vapore permettendo alla carne di cuocersi lentamente e di rimanere morbidissima. I limoni confit comunque si possono usare negli stufati con la carne ma anche di pesce e di verdure. Io al contrario li uso per marinare le tartare di pesce carne e anche verdure tipo i funghi crudi ma ci sta molto bene in una preparazione tipo questa e anche in un cous cous, a voi la scelta.

La ricetta di questa conserva di limoni nordafricana ha delle varianti, si possono  infatti trovare limoni solo sotto sale, in salamoia oppure salati e poi messi sott’olio come ho fatto io. La ricetta l’ho presa da libro –  Fatto in casa – di Manuela Vanni

Limoni confit sott’olio

Ingredienti

3 / 4 limoni biologici a seconda della loro taglia
sale fino quanto basta
olio quanto basta a riempire il barattolo

Preparazione

Lavare con acqua tiepida e spazzolare la buccia dei limoni. Tagliateli a fette sottili (3 – 4 millimetri) disponete le fette in un colapasta e spolveratele abbondantemente di sale fino, circa 2 cucchiai o poco piú.
Lasciatele cosí a spurgare per 12 ore coprendole con uno strofinaccio.

Riprendete ogni fetta, scrollatela a perdere il liquido in eccesso e sistematele in un barattolo con bocca larga, aggiungete 3 – 4 foglie di alloro e qualche grano di bacca di ginepro o pepe intero. (le spezie sono facoltative)

Ricoprite con olio extrav. ( fate in modo che i limoni rimangano sotto olio) chiudete il barattolo e lasciate riposare il confit di limoni per 3 settimane in luogo fresco prima di usarlo.

Limoni confit sott'olio

Latte d’avena al cocco, bevanda vegetale

Latte d'avena al cocco

Oggi la ricetta di un altro “latte vegetale” provato  o più esattamente parlando, un’altra bevanda vegetale che puó sostituire il latte vaccino nella colazione. Il primo “latte” home made provato é stato quello di riso, il meno calorico e il piú leggero fra tutte le bevande vegetali questa volta invece è la volta di un latte d’avena al cocco.

Il latte vegetale, può essere prodotto da cereali come avena, riso, grano e altri cereali, ma anche da semi oleosi come mandorle, nocciole, noci, ecc. o legumi come la soia. Essendo privi di colesterolo risultano leggeri e piú digeribili. Senza lattosio e caseina sono perfetti per chi é intollerante,  ricchi di vitamine e sali minerali  e di acidi grassi “buoni” perché insaturi.

Ogni bevanda a seconda della scelta dell’ingrediente da cui lo si vuole ottenere ha proprietà diverse e quindi é meglio ruotare il loro uso e meglio comunque se di origine biologica specialmente la soia che é spesso ogm.

Mentre la bevanda di riso  che ho preso dal libro –  Latte, yogurt e formaggi vegetali fatti in casa – di Grazia Cacciola per poi modificarla a mio gusto, aromatizzata con le nocciole e la vaniglia, questa d’avena l’ho aromatizzata al cocco e seguendo lo stesso procedimento ho ottenuto un’altra buona alternativa fatta da me e senza aggiunte che invece spesso si trovano in quelle industriali.

 

Latte d’avena al cocco

 

Ingredienti

50 gr. di avena decorticata (bio)

1 litro di acqua

1 cucchiaio di cocco rapé

2 cucchiai pieni di miele d’acacia

un cucchiaino da caffé raso di sale fino

 

Preparazione

In una casseruola far cuocere l’avena per 30 minuti o secondo le istruzioni della confezione con metá dell’acqua, negli ultimi minuti versare anche il cocco e il sale.

Lasciate leggermente intiepidire aggiungete il miele e poi frullare con un mix ad immersione fino ad ottenere una purea fine.

Aggiungete il resto dell’acqua e frullate ancora. Sistemare uno strofinaccio di tela sottile in un colapasta e versarvi il frullato lasciandolo a scolare per qualche ora coperto.

Quando si é ridotto almeno della metà potete richiudere la tela e stringere pian piano per far fluire il liquido ancora contenuto. Meglio sarebbe se aveste il sacchettino di cotone adatto a far colare i formaggi.

Aggiungete un po’ d’acqua per compensare quella evaporata nella cottura.

Travasate in una bottiglia e tenetelo in frigo qualche giorno.

 

Latte d'avena al cocco

tofu home-made, la ricotta vegan

tofupoverodicalorie

Chissà, forse è arrivata la primavera … lo dico piano giusto perchè magari sentendomi fa la dispettosa come ha fatto finora e se ne va.

Come da copione si presenta anche l’ansia da spoglio, cioè, saremo pronte a mettere in mostra le nostre grazie al meglio della forma fisica? proviamoci e iniziamo a fare una dieta povera di calorie che per me vuol dire soprattutto ridurre il piú possibile i formaggi che sono il mio tallone d’Achille e ho pensato di prepararmi una ricotta vegan.

Secondo voi perché i cinesi sono al 99% magri? una delle ragioni é sicuramente che non mangiano formaggio, la guida che abbiamo avuto nel nostro viaggio in Cina ci aveva detto che per loro i formaggi puzzano … non oso immaginare se avessero odorato un puzzone di Moena 😀

Comunque io ho giá assaggiato il tofu in vari modi e tutto sommato non mi é dispiaciuto, ma in giro per il web ho letto che quello fresco non ha niente a che vedere con quello comprato e quindi ho pensato di appurare questa cosa facendolo in casa e confermando che é decisamente piú delicato e piacevole al palato.

La forza del tofu sta nel fatto che oltre ad essere povero di calorie non ha sapore specifico e se in un primo tempo puó sembrare un difetto in realtá questo gli permette di prendere i sapori che piú ci aggradano e diventare cosí un jolly da abbinare a qualsiasi verdura e condirlo con quel che ci pare.

Per ottenerlo occorre peró il caglio, io ho scelto il nigari che é un caglio vegetale naturale giapponese e lo si trova al naturasí, per conoscerlo meglio leggete qui.

In questo caso ho ottenuto un tofu della consistenza di una ricotta e l’ho condito con la salsa di pesce ( ovviamente se siete vegan usate semplicemente olio) usata per la crepe vietnamita che non contiene grassi ma insaporisce perfettamente accompagnato ai primi agretti della stagione, ma in un’altra produzione  ad esempio ho messo del sale aromatizzato all’arancia, foglioline di timo, un pizzico di aglio in polvere e un filo d’olio, sbizzarritevi nella scelta degli aromi.

tofu home-made, la ricotta vegan

 

Ingredienti per circa 300 gr. di tofu morbido – ricotta vegan :

 

1 litro di latte di soia ogm free e biologico non zuccherato,

un cucchiaio da tè di nigari  ( circa 6-7 gr.) sciolto in 50 ml. di acqua calda.

 

Preparazione :

  • mettere il latte di soia a scaldare e quando comincerà a sobbollire e formare delle piccole bollicine nel perimetro spegnete.
  • Togliere dal fornello e aggiungere l’acqua leggermente calda in cui avrete precedentemente sciolto il nigari. Lasciare riposare circa 15 minuti, nel frattempo posare uno strofinaccio di tela sottile (tipo un tovagliolo) o una garza di cotone in un colino o colapasta e poi versarvi il latte di soia che intanto si sarà cagliato formando piccoli grumi.
  • Lasciate colare almeno 30 minuti, poi quando avrá cominciato a compattare prendete una fuscella ( io ne ho tenute un paio di quelle che vendono con la ricotta) e sistematevi dentro il tofu compreso di tovagliolo, quindi ripiegatevi sopra i lembi e trovate il modo di metterci sopra un peso (tipo una lattina di qualche conserva o un pacco di riso) se non avete fuscella lasciatelo nel colino, avrá una forma a cupoletta.
  • Lasciate così a sgocciolare ancora una mezz’ora. A questo punto avrete un tofu della consistenza morbida tipo ricotta, ma se lo volete più sodo allora dovrete lasciarlo a pressare ancora anche qualche ora fino a che vi soddisferà la consistenza.
  • Una volta raggiunto il punto di solidità preferito se non lo mangiate subito mettetelo in un contenitore ricoperto d’acqua e in frigorifero dove si conserverà qualche giorno.

tofu_fatto_in_casa