CategoriaUnited States America trip

Brooklyn / Coney Island

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Da Manhattan prendiamo la metropolitana e ci avviamo a Coney island, praticamente la spiaggia di Brooklyn… la metro impiega almeno mezz’ora, dipende comunque a che altezza di Manhattan la prendete, potrebbe quindi  essere anche 45 minunti  e dato che ad un certo punto viaggerà all’esterno avrete la possibilità di vedere una panoramica di Brooklyn dall’alto dato che la metro viaggia ad una certa altezza……
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coney island è famosa oltre che per la sua spiaggia anche per il luna park, il primo al mondo nel 1903 e chiamato appunto Luna……..circa una ventina delle giostre che hanno rinnovato il parco e che è stato di nuovo aperto al pubblico nella primavera 2010, sono opera di una ditta italiana di vicenza……..
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 l’ottovolante detto ciclone credo una delle giostre più antiche costruita tutta in legno……
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e la ruota wonder wheel inaugurata nel 1920 svettano su tutte le altre attrazioni  …….
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e all’orario di apertura cominciano ad arrivare pullman che accompagnano gruppi di ragazzini che probabilmente frequentano gruppi estivi ricreativi…….
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 loro, che dal copricapo che indossano sono bambini ebrei osservano le giostre  con grandi occhioni curiosi……..
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nello spazio antistante al luna park si snoda una lunga passeggiata ………..
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praticamente tutta in legno costeggiata da tutta una serie di chioschi  sul lato interno…….
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e dalla spiaggia sul lato esterno, una spiaggia che si comincia animare solo in tarda mattinata…..
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ma qui a coney island oltre che trovare il più vecchio luna park da cui poi hanno preso il nome tutti gli altri, vi è anche Nathan il fondatore di uno dei simboli mangerecci americani,  l’hot dog.In realtà l’hot dog era già stato inventato nel 1870, ma Nathan che era un immigrato polacco, una volta arrivato a Coney island si mise a vendere in un piccolo chiosco i suoi hot dog fatti sulla base della ricetta sviluppata dalla moglie.Furono molto apprezzati dagli avventori e divennero rinomati tanto che fra i suoi illustri clienti ci furono Al Capone, Cary Grant e altri personaggi passati alla storia.
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Il 4 di luglio si tiene una sfida a cui si arriva dopo varie selezioni eseguite durante l’anno, a chi mangia più hot dogs in 10 minuti e il signor J. Chestnut ne ha mangiati ben 68 mentre la signora S. Thomas 41.. a me solo a pensarci viene già mal di pancia O___O
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pur non essendo una grande estimatrice di wurstel e buns, i classici panini gommapiuma che li contengono, non potevo esimermi, anche perchè mangiare è il modo più immediato per viaggiare e conoscere, qui il pranzo tipico di quel giorno fu appunto….patatine e hot dogs……
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e adesso partiamo per una passeggiata speciale, infatti su di un muro lungo la spiaggia si trovano dei murales con note storiche o curiose …….qui un omaggio alla barriera corallina, l’elemento naturale più grande della terra, quasi 1500 miglia di lunghezza visibile dallo spazio…….
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nel 1890 viene costruito il faro di coney island che credo sia ancora in funzione…….
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lì a destra si ricorda che Charles Feltman inventò nel 1870 hot dog……mentre una nota sull’equilibrio ecologico fa notare che più di 350 milioni di persone in tutto il mondo dipendono dalla barriera corallina……
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qui si legge che a New York  si parlano  più di 200 lingue e questo la rende la città più varia del mondo………
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e questo è lo skyline che assume coney island grazie al Ciclone che nel 1927 fa il suo primo giro……
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mentre George Tilyou, un famoso showman locale vi annuncia che se Parigi è la Francia, Coney island, tra giugno e settembre è il mondo……….
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le barriere coralline diventano le abitazioni per più del 25% di tutte le creature marine……..
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tutti gli abitanti di Coney island hanno sabbia nelle loro scarpe e una volta entrata non se ne va più……
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nel 1878 una torre di ferro alta 300 piedi è stata spostata da Philadelphia a Coney Island ……..al suo interno vi era un ascensore per portare i turisti a godersi il panorama……..
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nel 1884 apre l’hotel the elephant che poi nel tempo trasformandosi in un bordello venne chiuso……..
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più del 10% delle barriere coralline sono state distrutte negli ultimi 4 anni………..
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nel 1920 inizia le sue corse la ruota wonder wheel alta 150 piedi……..
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proprio qui sulla lunga spiaggia si trova l’acquarium, fondato nel 1898 a Battery park e poi spostato qui vi sono ricreati ambienti marini di cui le barriere coralline che spesso sono nominate in questi murales e contiene circa 8000 animali di circa 350 specie marine …….
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alla fine dei murales vi è un ringraziamento speciale ai più di 100 volontari di tutta New York che hanno contribuito a pianificare e dipingere questi murales ……….
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entriamo in un chiosco con un lungo bancone proprio come quelli che si vedono in certi film americani, per bere una birra fresca e guardandomi in giro…………
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ti vedo un juke box, proprio come quelli che avevamo qui negli anni ’70 con la fessura per la monetina e le canzoni che scorrono per la scelta…….
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ci dirigiamo poi alla passeggiata lungo l’East River corredata di piante, aiuole e panchine sul lato interno, si snoda giusto dirimpetto a Manhattan ………..
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di cui ne vediamo così il profilo, un profilo che capita di vedere in alcune scene di film come ad esempio Io e Annie o Manhattan di W. Allen……….camminando, però è sempre meglio guardare in ogni lato e …….
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 così vi accorgerete che sul marciapiede ad un certo punto troverete delle formelle di metallo incassate nel pavimento che vi mostrano l’evoluzione del profilo di Manhattan……nel 1776…….
nel 1880…..
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nel 1935……….
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nel 2001……
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proseguendo nella passeggiata ci si avvicina al ponte di Brooklyn………
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ci si arriva praticamente  sotto………
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e già che ci siete potreste percorrerlo a piedi………
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passare sotto le arcate ………
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e arrivare sull’altro lato…..a due passi dalla city hall di New York, e da qui salutiamo Brooklyn 🙂

Usa / costa est – New York, second part

ripartiamo da NY first part e precisamente da Madison Square dove siamo arrivati, la piazza praticamente dove di sicuro, se andrete a NY, andrete a farvi un giro anche solo per ritrovare un po’ di casa ….è proprio lì che su un lato della piazza si trova Eat Italy al 200 della Fifth Ave……
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e complice un’acquazzone che ci impediva di stare all’aperto ci siamo fatti un giro, iniziando dal bancone del buon pane italiano…..
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passando per gli scaffali della pasta……..
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scoprendo che pure il nostro Giovannino Rana era lì presente con la sua pasta fresca…..per me è anche un piccolo orgoglio campanilistico ^___^
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 al bancone dei salumi non abbiamo resistito e ci siamo seduti per farci un tagliere compreso anche di formaggi ……..
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ma comunque il salone è suddiviso negli spazi per il formaggio, la carne, il caffè, la cioccolata….ecc.
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ma quello che attirerà la vostra attenzione nella piazza già arrivando lì sarà il flatiron dall’altezza dei suoi 87 m. che come una calamita vi farà alzare il naso per farsi guardare in tutta la sua mole triangolare, che a suo tempo ha ispirato i Newyorkesi a chiamarlo ferro da stiro, appunto flatiron…. il suo cuneo fa sì che inizi la biforcazione tra la quinta strada ( a destra) e la Broadway…….

Usa /costa est – New york, first part

Dopo Washington e Philadelphia continuiamo la visita della costa est americana e arriviamo alla mitica New York, in questo post ho assemblato foto sia del viaggio newyorkese dell’anno scorso che di quest’ultimo quasi a completare quello che era rimasto a metà nella visita scorsa.
L’anno scorso nell’immediato non ero rimasta molto entusiasta della città, e forse è anche per quello che mi son arenata nello scrivere il post, mi era parsa un po’ limitata in quel che offriva dal lato storico piuttosto che urbanistico, forse colpa del fatto che avevo già nella mente altre metropoli che avevano la fortuna di possedere spazi più ampi in cui riconoscere e apprezzare palazzi sia storici che moderni o  costruzioni che colpiscono per la loro eccentricità o grandi viali verdi in cui camminare, qui invece è tutto molto concentrato e proprio per questo a volte sfuggono i particolari che fanno la differenza poi con il rivedere le foto e rileggendo la guida mi son resa conto che avrei volentieri visto molte altre cose e quindi ho pensato di terminare il viaggio di quest’anno ritornandoci per aggiungere altri pezzi al mosaico New York, ma forse NY per punirmi della mia poca simpatia iniziale quest’anno ci ha regalato una giornata di tempesta,
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24 ore di pioggia battente giusto il primo giorno di visita …….le scarpe inzuppate da poter essere strizzate come un fazzoletto bagnato, un ombrello tutto piegato da buttare  e l’impossibilità di fare foto ha fatto sì che di quel giorno non resti traccia se non nella mia mente, poi per fortuna il tempo pur restando molto variabile e fresco ci ha dato la possibilità di proseguire la nostra permanenza in modo più piacevole…..
che fosse un sintomo dell’uragano Irene? mmma….noi per fortuna siamo già tornati….il giorno che stavamo preparando le valigie sentivamo una voce nel corridoio che dava degli avvisi, e facendoci attenzione l’avviso era di prendere eventuali valigie e scendere per le scale senza usare ascensori @__ò ma scusa noi siamo al nono piano!!! e poi perchè…che stava succedendo… usciamo e vediamo alcune cameriere correre….. chiediamo spiegazioni e ci dicono che è una simulazione per il piano di sicurezza anti incendio, ma solo per il personale…….ahhhh volevo ben dire ………
Non che con questo viaggio abbia visto tutto quello che avrei voluto sfrugugliare, probabilmente per passare al “setaccio”  la grande mela occorrerebbe un mesetto o più viaggi, comunque con 10 / 12 giorni già vedrete parecchie cose e imparerete a muovervi facilmente in questo gineprario di vie e quartieri.
In realtà pur essendo  una metropoli  la si gira facilmente il suo reticolato di strade numerate facilita molto l’orientamento, e difficilmente sbaglierete………..
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quest’anno ho pure dimenticato la guida a casa e quindi mi son ricordata della libreria italiana rizzoli dove ne ho presa una piccola giusto per non essere senza, ma comunque l’orientamento generale l’avevamo ben memorizzato già dall’anno scorso ……New York è praticamente una penisola lunga circa 20 km. e larga circa 4 dove basta ricordarsi che le avenue sono le strade che percorrono in lungo Manhattan tra cui la famosa Fifth avenue e che le street sono le traverse  delle precedenti………..attenzione però controllate i numeri civici dei locali o dei musei o negozi che siano se sono preceduti dal West o dall’Est per non trovarvi allo stesso numero ma esattamente al lato opposto…… Continue Reading“Usa /costa est – New york, first part”

Usa /costa est – Philadelphia

Oggi niente ricette, partiamo da dove eravamo rimasti (Washington ) alla volta di Philly.Dalla Union station di Washington alla station di Philadelfia, che non mi ha particolarmente colpito,  Philadelphia, detta confidenzialmente Philly, ha un quartiere economico finanziario con alcuni grattacieli ad una manciata di km. dalla stazione, mentre per il resto la città è più a misura d’uomo e la si visita benissimo a piedi scoprendo così anche le zone di cui le guide non parlano…….ovviamente vi sono anche i trasporti pubblici, di cui però non avendoli usati non so dirvi. Per visitarla possono bastare dai due ai tre giorni a seconda che prevediate la visita di musei oltre che la città e suoi siti storici.

in mezzo ai grattacieli a volte rimangono intrappolate delle costruzioni di natura più modesta  che ne fanno risaltare la loro mole…….

 e se non intrappolano altre costruzioni, fanno da specchio a tutto quel che li circonda…….

da boulevard J.F.Kennedy si vede in lontananza una torre che svetta con una grande statua proprio a fare da puntale……

la torre è la torre dell’orologio e fa parte del complesso del municipio
ispirato  nella sua architettura all’architettura del Louvre……
l’orologio che sta sotto alla statua ha delle dimensioni decisamente rilevanti, e supera di gran lunga il suo concorrente londinese Big Ben, infatti il diametro è di 8 metri, la lancetta dei minuti è di 4,5 m. e quella delle ore di 3,8 m.
il personaggio che si è meritato di essere posto così in alto è il signor William Penn che fu il fondatore della Pennsylvania, lo stato che ha come capitale Philadelphia. W.Penn nel 1681 ebbe pieni poteri dal re inglese dell’epoca per governare quei territori colonizzati dall’Inghilterra e pensò al nome di Pennsylvania unendo il nome Penn, per onorare il proprio padre, a Sylvania  che indicava la natura boscosa del territorio, da qui quindi il nome Pennsylvania.
Anche lui in quanto a misure non si è fatto mancare dei cm. infatti ha un’altezza di 13 metri ed è la scultura più alta al mondo posta in cima ad un edificio.
Fino al 1987, era il limite di altezza delle altre costruzioni, ma poi i grattacieli hanno avuto la meglio! una scultura in omaggio a Benjamin Franklin………

Di fianco alla city hall vi è una costruzione che sembra una cattedrale, in realtà è un tempio massonico.

 

ma arriviamo nella zona detta il miglio più storico degli states, visto dal visitor center, dove si ritira il biglietto che è gratuito, ma indica l’ora della visita guidata al sito storico…………quel caseggiato rosso e bianco, infatti……

fa parte di un sito composto da un insieme di costruzioni simili e di un parco, gli allora politici qui si sono riuniti per dar vita agli Stati Uniti che oggi conosciamo …

cominciamo ad entrare……..la congress hall dove sono stati approvati i documenti della Costituzione americana si trova qui, un po’ quel che oggi è il campidoglio che si trova a Washington…di ben altre dimensioni……

un ranger farà da guida e inizierà la propria esposizione illustrando questo quadro……..che corrisponde alla sala del congresso ………

dove i delegati di 13 colonie il 4 luglio 1776 approvano e firmano la dichiarazione d’indipendenza ……… e questa è la vera sala rappresentata nel quadro ……..

 

sempre in questa sala, nel 1777, fu concordato il disegno della bandiera degli Stati Uniti;

 

qui invece entriamo nella old city hall dove si riuniva la prima corte suprema americana agli albori della nazione…..

ed eccola dal vero………

 con i particolari sul tavolo……devo dire che pur non essendo la nostra storia, e abituati all’opulenza americana in tutto quel che fanno, emoziona e sorprende un po’  camminare nelle stanze abbastanza modeste  dove è nata la grande e direi anche esagerata nella sua manifestazione di potenza, nazione  degli stati uniti che ora conosciamo………

 

anche i primi 5 presidenti hanno vissuto qui nei piani superiori, dato che Philadelphia è stata anche  la prima capitale dal 1790 al 1800…

e queste sono due delle stanze che ospitavano il presidente di turno………

la via in cui si trovano questi edifici è la chestnut street che conduce …….al porto fluviale dove il grande fiume Delaware è attraversato dal Franklin bridge………

tornando indietro dal porto e girando in market street si arriva……

al primo ufficio postale…………che è attiguo alla casa di Benjamin Franklin…………

 della quale però di originale è rimasto solo…..

l’ingresso al cortile, che conduce ad un museo sotterraneo dove hanno raccolto mobilio e oggetti che appartenevano a Franklin….

come ad esempio questo leggio per 4 musicisti……..(le altre foto ve le risparmio, la luce non ha permesso un granchè)

 

A Philadelfia vi sono due importanti mercati, uno è completamente al coperto ed è il Reading Terminal Market, l’altro è l’italian market completamente all’aperto, che vedremo più avanti….

se ci andate tra il lunedì e il venerdì, troverete gli amish, una comunità che per la maggiore vive in Pennsilvania e che riconoscerete dal fatto che vestono tutti uguale e in uno stile quasi monacale, le donne portano sempre la cuffietta  bianca se sono sposate, nera se sono single e vestono di grigio….i maschi vestono di scuro e una volta sposati si fanno crescere la barba….. non amano che li si fotografi, perciò è meglio farlo facendo finta di inquadrare qualcosa d’altro…….

vendono i loro prodotti fatti, per la maggior parte lì al momento, conducono una vita all’insegna della semplicità e umiltà che tradotto praticamente vuol dire che si muovono in calesse, non hanno elettricità sono contadini per la maggior parte e il peccato più grande sembra essere la superbia, il superfluo oltre quel che è essenziale per vivere è abolito…….in pratica vivono decisamente fuori dal mondo…..qui preparavano degli squisiti pretzel…altre notizie qui


ma le fette di torte da poco impacchettate erano davvero una tentazione continua….meglio allontanarsi….

al mercato oltre che vendere prodotti sia freschi, sia già confezionati, vi sono anche le gastronomie e non solo americane ma di varie nazionalità, per cui potete fare il giro del mondo assaggiando i noodles cinesi, le salsicce messicane piuttosto che formaggi francesi e naturalmente la pizza italiana ………

e inoltre dei sottaceti sfusi….

il favo contenente il miele……

l’anguria che se la tira, di giallo vestita……chissà se è al naturale o un transgenico…..

pannocchie a volontà……..

passando vicino a questa bancarella odoravo uno strano odore chiedendomi cosa potesse essere….era il coriandolo ……..

 

ciliegie bianche e ciliegie rosse…….

pomodorini a pera rossi e gialli…..

lego per giocare prima ……. caramelle per mangiare poi

qui vi sono tutte le spezie o quasi, del  mondo…….mai viste tutte in una volta…..

poi chi decide di farsi dare una lustratina alle scarpe……….

e chi decide di approfittare per un boccone….facciamo anche due va…..

ma ora andiamo un po’ a zonzo per guardarci intorno senza una meta…..

 

notando, al mio ritorno, che dal numero di foto che ho fatto alle scale di ferro ne ero particolarmente attratta……..

e pure dalle case vittoriane di mattoni rossi………….
e quelle porticine sul marciapiede?….da cui sbuca qualcuno all’improvviso….a me ricordano i film di Charlie Chaplin ……..

appena fuori dal centro più movimentato, si celano viuzze molto più tranquille che fanno dimenticare di essere in una grande città………

e anche case non solo di stile vittoriano ma di pietra, sicuramente di epoca primi ‘900……

e che mi dite di questo antifurto crochet……non ho capito come ci siano riusciti……..

nel nostro passeggiare incontriamo dei grandi murales….che rappresentano momenti di vita …..
a volte incontri fra amici…….

a volte rappresentano lavori in corso…….

mestieri e incontri di lavoro…..

oppure la raccolta dei frutti…….

oppure ritratti di personaggi importanti ( questo se non ricordo male deve essere un sindaco meritevole)

Questi murales nascono da un progetto partito nel 1984 per combattere i graffiti, un insegnate di arte pensò che era meglio convogliare queste energie appartenenti ai graffitari, una volta incontrati e accortosi che spesso erano dei veri talenti li invitò a dedicarsi ai murales, il progetto ovviamente fu ben organizzato scegliendo muri cechi di caseggiati dove dipingere scene a tema, ed ecco che vi sono i ritratti, i mestieri, scene di vita quotidiana e altro. Li si trovano sparsi per la città e hanno raggiunto il numero di 3000, il progetto continua ancora oggi, ma se volete saperne di più leggete qui.

e arriviamo così all’italian market che si snoda lungo la strada………e precisamente alla 9 street, a sud della città………

è un miscuglio di etnie…..nel corso dei secoli, a partire dal XVII secolo in questa zona arrivarono gli olandesi, e dal XIX  sec. cominciarono ad arrivare ebrei e italiani…….
per poi aggiungersi in tempi più recenti sia africani che asiatici………..il mercato in realtà, si snoda sì per le strade, ma è come strabordasse dai vari negozi che ne costeggiano i lati………

ovviamente i nomi dei negozi o ristoranti sono spesso italiani dato che è l’etnia preponderante…..seppur di generazioni americane…

quando siamo passati era di primo mattino, e non era il caso di fare assaggi dopo la già buona colazione, ma sarei stata curiosa di assaggiare qualcosa per valutarne la qualità………

da queste parti la tecnologia ancora non ha avuto molto successo……..

e dopo questa passeggiata ci prendiamo il saluto di un sindaco che neanche a dirlo si chiama Frank Rizzo e credo sia lo stesso del murales a quanto pare amato dalla città tanto da dedicargli una scultura,e lasciamo Philly, la grande mela ci aspetta………

14 notemusicali:

grazie della splendida carrellata di immagini oggi ho viaggiato con le tue foto! baci Ely

21 gennaio 2011 09:19 

clamilla ha detto…
Ciao, sono Martina e vorrei invitarti, se ti fa piacere, a partecipare ad una bella raccolta di menù tradizionali italiani che il sito Giallo Zafferano ha organizzato in occasione dei 150 anni della nostra madre patria. Trovi il regolamento qui: http://forum.giallozafferano.it/buon-compleanno-signora-italia/ Naturalmente se pensi di avere già postato sul tuo blog delle ricette che ritieni adatte alla raccolta, puoi tranquillamente partecipare con queste. Se vuoi chiarimenti, scrivimi pure a [email protected] sarò lietissima di consigliarti o guidarti passo, passo. Un caro saluto Martina

21 gennaio 2011 10:47 

Saretta ha detto…
A Philly ci sono stata di passaggio(solo prima di andare a Washington DC) e vidi solo l’area della indipendece hall.Ma coi tuoi occhi ho allungato il viaggio! Grazie gioia, un bacione!

21 gennaio 2011 11:23 

No words….un reportage fantastico! segno tutto e segnalo il tuo post a un’amica fortunata che sta partendo per “philly” 🙂 complimenti, simo

21 gennaio 2011 14:40 

Barbara ha detto…
Bellissimo reportage fotografico Astro! La Congresse Hall dev’essere emozionante! Ti sei portata a casa una scorta di caramelle a forma di lego? 😀 😀 😀 Un bacio 😉

21 gennaio 2011 15:39 

dede ha detto…
guarda, ti dico solo che dopo questo post partirei di corsa. Bellissimo

21 gennaio 2011 15:40 

Virò ha detto…
Ituoi reportage sono una meraviglia: me li gusto sempre con calma e non vedo l’ora di leggere il seguito. (E poi mi fai sempre venir voglia di preparare la valigia!…)

22 gennaio 2011 18:01 

Senza fiato! mi piacciono le passeggiate virtuali che ci regali con di tutto un po’ come un vero viaggio!!!! Grazie per il super lavoro di qs post 🙂

23 gennaio 2011 21:28 

ornella ha detto…
Che bella gita! Quante cose belle ed interessanti, alcune anche molto curiose…tipo anguria gialla, i lego da giocare e poi mangiare..chissà che colore avranno “dopo”. Oppure la bici incatenata a crochet..troppo forte! E poi i murales..che io personalmente adoro e se sono opere d’arte come queste, che dire..favolosi! Baci e buon inizio settimana

24 gennaio 2011 07:33 

merendasinoira ha detto…
Ciao! Scusa tantissimo l’effetto “spam”, ma abbiamo pochissimo tempo per avvisare tutti! Dopo il successo della precedente contro l’omofobia, decolla una nuova iniziativa food-bloggers contro l’atteggiamento indegno del Governo nei confronti delle donne. Qui trovi tutte le info. Vieni a leggere, grazie! http://merendasinoira.wordpress.com/2011/01/24/entro-il-6-febbraio-liberiamoci-del-maiale/ http://kemikonti.blogspot.com/2011/01/nuovo-post.html

24 gennaio 2011 14:14 

Meg ha detto…
Che blog interessante e bello! non solo ricette ma anche viaggi ed esperienze di vita!! mi piace moltissimo ^^ mi aggiungo ai tuoi sostenitori!! complimentissimi!! baci

24 gennaio 2011 15:20 

Aiuolik ha detto…
In America ancora non ci sono andata…ma è tra i buoni propositi di qui a quando compio 50 anni :-)))) Ti volevo anche dire che a Febbraio inizio un nuovo progetto e mi piacerebbe se partecipassi, anche solo saltuariamente (il progetto è un po’ lungo). Le informazioni sono qui:http://muvara.blogspot.com/2011/01/abbecedario-culinario.html. Ciaoooo!

24 gennaio 2011 23:28 

astrofiammante ha detto…
grazie a tutti di aver viaggiato con me ^______^

26 gennaio 2011 17:03 

matrioskadventures ha detto…
grazie per il tuo bel reportage!Ancutza

02 marzo 2011 08:59 

Usa – costa est / Georgetown

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ad una manciata di km. daWashington troviamo il quartiere di Georgetown, caratteristico per le sue case di mattoni…..

spesso colorati di bianco, tipo coloniale

di rosso…

un po’ kitch…..

o in stile simil classico….

o in versione mattoni nature……..

sovente l’ingresso è preceduto da piccole scalette in ghisa

e i mattoni li si trovano anche sui marciapiede…..

incontriamo anche la più vecchia casa della cittadina……

risalente al 1766….

tutta di pietra e mattoni.

Camminando per le vie, un negozio attira la mia attenzione……non si vede niente ma l’istinto mi dice di curiosare…..

e decido che è meglio dare un’occhiata………

eravamo capitati in un paradiso gastronomico…….

pagnotte che sapevano tanto di blog,  volevo dire di casa……..

yogurt dall’aspetto super invitante bigusto con pezzettoni di frutta fresca e cereali…

torte al coccco…..

cupcake……

e torte floreali….

mini cheesecake…. tart lemon…..e torte da svenimento……..

per gli amanti dei roll di riso, ecco qua una vasta scelta…….

che vedrete preparare e confezionare sotto i vostri occhi……..ma questo che vi ho mostrato è solo un piccolo campionario in realtà c’è molto ma molto di più….date un’occhiata

un dollaro a questo simpatico personaggio lo si lascia volentieri ….. e lui gentilmente si mette spontaneamente in posa per una foto…..purtroppo di gente che chiede un aiuto ne troveremo spesso anche nelle altre città che visiteremo…….ovviamente purtroppo per loro non per il dollaro……

ma Georgetown dà il meglio di sè, almeno secondo me, all’imbrunire…….

con i vecchi lampioni che splendono……

e le case che assumono un colore ancora più caldo…….

sulle quali gli abbaini si mettono in bella mostra…….

la mattina dirimpetto al le pain quotidien avevamo adocchiato questo bistrò, che passa quasi inosservato, la sera tornati da Georgetown ce ne siamo ricordati ………..

il menù come vedete non lo si deve nemmeno sfogliare, lo appoggiano sulla sedia e ve lo lasciano scorrere con calma………forse era scritto per cecati……

un po’ come lo sono io ultimamente ^____^ …….se ci capitate, andateci ne vale davvero la pena!

Ma era arrivata l’ora del primo trasferimento, perciò la mattina chiuse le valigie con calma, abbiamo fatto colazione di nuovo al le pain quotidien……..io con caffè e latte e muffin allo zenzero, tè verde e con ciuffetti di glassa sempre allo zenzero…..un’altra meraviglia……di una sofficità meglio di un cuscino permaflex!! Ovviamente c’è chi opta per un omelette, dato che i dolci non sono tra le sue preferenze……non sa che si perde!!

E dopo un’ultima passeggiata a zonzo……..

nei dintorni……….recuperiamo le valigie e ci avviamo…

alla stazione ferroviaria Union station dove prendiamo i biglietti per viaggiare con i treni dell’Amtrack

 

ai lati si allarga con dei bei porticati…..

dove si è riparati dal sole cocente che in quel giorno si faceva sentire…….

all’ingresso si trova subito una biglietteria per i giri turistici della città, tutt’altro che banale…..

i pavimenti lucidi di marmo italiano ben puliti, davano un’impronta elegante che niente aveva a che fare con una stazione…..

a cui contribuivano anche le arcate decorate……….

 

sui lati e negli spazi posti dietro questo grade salone si snodano in una galleria altrettanto ordinata e pulita, tutta una serie di negozi di vario tipo….

al piano di sopra si avvicendano ristorantini in cui ci si può fermare per soddisfare il brontolio di stomaco che ci invita a mettere le gambe sotto un tavolo……

e lasciare così con un ultimo bel ricordo la città di Washington Dc………

ah dimenticavo, la casa bianca si chiama così per un semplicissimo motivo, nel 1814 subí un grave incendio ad opera degli inglesi in guerra per i territori delle colonie, venne peró al più presto riparata e dipinta di bianco per ricoprire tutte le parti rese nere dall’incendio, e da allora la si cominciò a chiamare casa bianca!

 

ci si vede a Philadelphia!!