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Pain Cramique (Belgio)

E dopo il o lo? Waterzooi addolciamoci la vita con il pane dolce con cui i Belgi amano fare spesso la colazione, praticamente una delle tante varianti di panbrioche in questo caso con l’uvetta che a dir la verità si apprezza molto volentieri anche qui in Italia. Loro amano questo pan dolce magari tostato e spalmato di burro e marmellata, ma pure io lo amo così e dato che sto ospitando la carovana dell’dell’abbecedario e ci troviamo in Belgio ho giusto la scusa per proporre questo pain cramique di cui ho letto la ricetta dal cavoletto original fiamminga.

Ingredienti : 130 ml di latte, 350 gr di farina 0, 90 gr lievito madre o 10 gr di lievito di birra, 1/2 cucchiaino di sale, (70) 50 gr. di burro fuso, 60 gr di di zucchero, un uovo, 2 manciate di uvetta bionda morbida .

Note : io l’uovo l’ho dimenticato e di burro ne ho messo 50 gr. il risultato è comunque buono (qui nessuno ha avuto di che lamentare), quindi potete decidere voi se aggiungerlo o meno

Se non lo mettete vi consiglio di aggiungere qualche cucchiaio di latte in più per mantenere l’equilibrio dei liquidi, ottenendo un impasto compatto ma morbido.

Importante è che l’impasto lieviti bene e se usate come me il lievito madre, fate in modo che sia rinfrescato da poco, al massimo dal giorno prima.

Preparazione : Intiepidire poco poco il latte e scioglieteci dentro il lievito. Far sciogliere il burro e lasciarlo a raffreddare, mettere l’uvetta a bagno in acqua tiepida che poi strizzerete, ma saltate questo passaggio se usate dell’uvetta già morbida.

Inserire nella planetaria, la farina, lo zucchero, il sale, e poi l’uovo sbattuto se lo mettete, aggiungere poco a poco il latte con il lievito alternato al burro fuso e impastate a velocità media. Una volta che tutto è compattato lavorate per circa 10 minuti a mano aggiungendo e incorporando bene l’uvetta cosicché da ottenere un impasto liscio, omogeneo e morbido.

Sistemare l’impasto in un ciotola coprite con della pellicola, e lasciare 2 – 3 ore a lievitare, poi sistemare in frigorifero per una notte intera. La mattina dopo, riprendere l’impasto dategli la forma e sistematelo in un contenitore da plumcake rivestito con carta da forno. Lasciar lievitare coperto in forno con la lucetta accesa fino a che si gonfierà di nuovo, circa un’ora.

Spennellate con del tuorlo sbattuto con un cucchiaio di latte (io non l’ho fatto), infornate a 190°C per circa 20 minuti, poi abbassate a 175 e lasciate altri 10 minuti, fate la prova stecchino e se esce asciutto e pulito sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di tagliare…. se ci riuscite, il profumo vi metterà a dura prova!

 

 

Waterzooi zuppa di pesce fiamminga (Belgio)

Siamo ormai in primavera, le giornate si sono allungate e le ore di luce abbondano direi che ci sono i presupposti per partire ….  oggi la carovana dell’abbecedario di cui faccio parte la conduco io e la guido in quel piccolo paese incastonato tra Francia, Paesi bassi,  Germania, il minuscolo Lussemburgo e che si chiama Belgio.

Ho avuto occasione di visitare in una giornata alcuni anni fa Brusselles, mi è piaciuta molto, certo non l’ho visitata come si dovrebbe visto che il tempo di quella escursione giornaliera l’abbiamo divisa tra Anversa e la capitale, in realtà noi eravamo in pianta stabile ad Amsterdam ma la distanza tra le due città è pari a poco più di due ore di macchina, quindi la cosa ci aveva invogliato a far un salto anche alla capitale belga passando per Anversa che si trova sulla stessa traiettoria. (Scusate per le foto, in quell’occasione non avevo ancora una digitale, e non ero molto attenta alle inquadrature, queste sono le vecchie foto ri-fotografate.)

Il cuore di Bruxelles è la Grand Place praticamente una grande piazza racchiusa da maestosi palazzi fatti costruire dalle corporazioni dei mercanti e degli artigiani alla fine del 1600 che a quel tempo erano economicamente potenti.

Hotel de ville, il municipio

Hotel de ville, municipio

Famoso è quello del municipio Hotel de ville con al centro una torre alta 95 metri (fidatevi c’è anche la punta) su cui svetta la statua di San Michele che sembra si possa vedere da qualsiasi punto del centro città.

la maison dei duchi di Brabant (a destra)quella carrozza non l’ho aspettata apposta ma mi riesce bene far entrare altri elementi nelle inquadrature… chissà forse avevo il rullino agli sgoccioli e ho risparmiato uno scatto ^___^

la maison du roiun edificio in origine costruito in legno e dove si vendeva il pane, ma dopo un incendio venne ricostruito nel xv secolo in pietra e destinato ad una famiglia nobile.
la maison le Cygnein origine dimora borghese, acquistata poi dalla corporazione dei macellai che con l’eleganza del cigno poco avevano a che vedere.

palazzi borghesi sul lato nord-ovest della piazza

 

Dalla grand place si dipanano una serie di vie pedonali dove si trovano ristoranti e file di negozi molti dei quali dato che il cioccolato belga è uno dei  più rinomati sono appunto cioccolaterie.

ma si può anche incontrare la casa più piccola della città.

Il Belgio inoltre è conosciuto anche per il paese in cui si producono un numero consistente di birre, in particolare sono da considerare le birre d’abbazia dette trappiste con cui generazioni di monaci con le loro ricette antiche e segrete le tramandano ancor oggi.

E approposito di birra nel nostro girovagare appena oltre la piazza ci siamo trovati mescolati ad un gruppo di persone che abbiamo poi capito essere gli invitati di un matrimonio che avevano accompagnato gli sposi davanti ad una piccola scultura di bambino detto il bambino di Manneken Pis dell’altezza di circa 50 cm. posto su di una fontana mentre facendo pipì guarda in modo irriverente dall’alto chiunque vi si fermi davanti.

In quel caso lo zampillo aveva un color paglierino e gli sposi erano invitati ad allungare un bicchiere per bere “l’urina“ del bambino che ovviamente non era altro che birra poi offerta a tutti i presenti … compresi noi ^__^

La piccola scultura è oramai il simbolo della città e si dice porti fortuna andarla a visitare (un po’ quel che si dice della nostra Giulietta). Girano parecchie leggende a riguardo di questa statua e una in particolare dice che un bambino avesse fatto pipì sulla miccia di una bomba al tempo dell’invasione di Napoleone evitandone così lo scoppio, ma ve ne sono molte altre.

la cattedrale di Saint Michelsicuramente una meta da tenere in considerazione è la cattedrale gotica.

un’altra meta che merita di essere vista è l’ atomo, costruito per l’expo del 1958 è alto un centinaio di metri e vi si può entrare passando da una sfera all’altra arrivando a vedere attraverso delle aperture il panorama di Brusselles.

Veniamo ora alla ricetta e precisamente alla Waterzooi che è una delle tre ricette fiamminghe più tipiche, le altre due sono la carbonnade uno stufato di manzo, e la zuppa di cieche che non sono altro che piccole anguille cotte con vino e tante erbe.
La Waterzooi sembra sia nata come zuppa di pesce di acqua dolce nella città di Ghent ma la si può ora trovare anche di pesce di mare e pure di pollo e questo sembra sia dovuto per ovviare all’inquinamento dell’omonimo fiume della città.
Ingredienti per 4 : 400 gr. di patate, 30 gr. di burro, 1 piccolo gambo di sedano, 1 piccola carota, 1 piccola cipolla, 1 pezzetto di porro, 500 ml. di brodo (di pesce o vegetale), 500 gr. di filetto di pesce delicato di due tipi ( platessa, merluzzo, coda di rospo o altro) circa 30/40 cozze, 2 tuorli d’uovo, 50 ml. di panna fresca, una manciata di gamberetti, un po’ di erba cipollina tritata sale e pepe macinato fresco qb.
Preparazione : lessare le patate pelarle farle a spicchi e tenerle al caldo. Mettere il burro in padella e cuocere carote, sedano e cipolle precedentemente ridotte in un trito o a julienne per circa 5 minuti. Versare poi il brodo portare a bollore e cuocere per qualche minuto aggiungere delicatamente i filetti di pesce lasciare cuocere altri 10 minuti quindi spegnere togliere i filetti  e mettere da parte.
In un’altra casseruola fate aprire le cozze. Una volta che quest’ultime si sono aperte toglierle dalla casseruola staccarle dal guscio e metterle da parte con i filetti, filtrare il loro liquido e unirlo all’altro brodo messo da parte.

 

Sbattere i tuorli con la panna allungando poi con una mezza tazza del brodo precedentemente messo da parte rigirando bene.Riscaldare il brodo rimasto e mantenendolo sul fuoco ma senza farlo bollire (per non far coagulare le uova) unitevi il composto di panna finchè il tutto si amalgama e si addensa, solo pochi secondi prima di spegnere aggiungervi i gamberetti già puliti dal carapace, il trito di erba cipollina e spegnete. Regolate di sale.
Mettere le patate e i pesci in una zuppiera versarvi sopra il brodo addensato e bollente, spolverate ancora con trito di erba cipollina e una macinata di pepe fresco.Nota: nella foto non vedete i gamberetti dato che io ho preparato al primo pomeriggio e poi fatto le foto, mentre alla sera quando ho portato a bollore la preparazione prima di portare in tavola ho aggiunto i gamberetti e spento dato che devono solo scottarsi per pochi secondi altrimenti diventano stopposi.A richiesta e per chi vuole portare in tavola a passo di musica caraibica ecco titolo e cantante della colonna sonora di questo post ^___^ tonight tonight di Jehro 

Varškės sūris ovvero formaggio Lituano

Arrivo all’ultimo ma sono ancora in tempo per fare un salto in Lituania e assaggiare questo formaggio da condividere in compagnia di tutti gli Abbecedario addicted.

Angela ci ospita intorno alla sua tavola dove ci presenta una ricetta molto particolare e non tanto semplice.Lei comunque non si è spaventata e quindi oltre al formaggio le portiamo anche i complimenti per aver superato brillantemente la prova lituano gastronomica … io sicuramente non sarei stata in grado.

 

Varškės sūris è un formaggio lituano parente della nostra ricotta ho trovato questa versione che fa uso anche di uova, ma nel web ho visto che la ricetta più usata è senza le uova e forse sarà anche quella più originale …. chissà magari questa è la versione pasquale ^__^ comunque io vi lascio la versione più ricca e anche leggermente più colorata dato che le uova che ho usato erano particolarmente arancioni.
In ogni caso ne potete vedere il procedimento in questo video.

Ingredienti per una caciottina : 1 litro di latte intero fresco, (non a lunga conservazione) 200 / 250 gr. di panna acida (io avevo una confezione da 200), 3 uova medie, 1 cucchiaio di semi di cumino tedesco detto anche carvi o cumino dei prati (non quello indiano) 1 cucchiaio raso di sale, 4 cucchiai di succo di limone o di aceto di mele.

Preparazione : mettere a scaldare il latte e nel mentre sbattere le uova aggiungendo poi la panna acida e il sale.
Una volta che il latte inizia a sobbollire versare la mistura di uova rigirando per ben amalgamare, abbassare il fuoco e aggiungere anche il limone o l’aceto. Nella ricetta dice di spegnere il fuoco ma a me si è solo addensato e non cagliato,perciò ho rimesso a sobbollire di nuovo il latte e in pochi minuti ha cominciato a formare i fiocchi.

Una volta che si sono formati mettere un tovagliolo sottile o una garza o l’apposito sacchetto ( io pure rovescio O__O) su un colino a maglie strette a sua volta appoggiato su una pentola e versarvi il latte cagliato lasciando scolare circa 15 minuti, poi chiudete il tovagliolo (o il sacchetto) legandolo e stringete il panno in modo da scolare ulteriormente.

Sistemate il sacchetto in una fuscella tipo quelle che vendono come contenitore con la ricotta oppure in un colapasta (meglio se col fondo piatto) o come o fatto io nel cestello per cottura a vapore, appoggiatevi sopra un piattino o qualcosa di piatto e sopra a questo un peso ( nel mio caso un vasetto pieno di riso) e lasciate a drenare dalle 3 alle 5 ore ma dipende da quanto l’avrete strizzato prima, comunque quando non colerà più (per me circa 3 ore scarse) potete riporlo in frigorifero dove finirà di compattarsi.

Il risultato è un formaggio fresco da mettere nelle insalate o a cubetti e condito con un filo di olio per farne un aperitivo.

Rupjmaizes Kartojums – crumble di segale alla panna e frutti di bosco (Lettonia)

 

 

La carovana dell’Abbecedario d’Europa ospitata da Brii  é arrivata in Lettonia e la nostra Brii ha pensato bene di andare a toccare con mano …. ma che dico … con piedi e con mani il territorio lettone andando a Riga e dintorni. Nonostante il freddo e qualche fermata di bus non propriamente centrata ci ha comunque portato notizie freschissime sulla cultura lettone e le sue abitudini gastronomiche.

Quindi se siete un po’ curiosi fateci un giro.

Io ho pensato a questa ricetta semplicissima un dessert veloce un po’ anche di recupero ma davvero buono e facile da fare. In Lettonia il pane di segale è uno dei pani più consumati ed è quindi facile che talvolta come in qualsiasi famiglia ne venga avanzato, farlo diventare un dessert è un perfetto modo per riportare a nuova vita il pane in sovrappiù trasformandolo in un crumble. Quando ho visto questa ricetta mi è venuta una gran voglia di farla, avevo stranamente una confezione di panna fresca in frigo comprata sicuramente per una preparazione della quale però ho perso traccia quindi questa la sostituiva perfettamente. Ieri la merenda è stata all’altezza di una seduta in pasticceria !!!

Ingredienti per 4 : 300 gr. di pane di segale raffermo da circa una o due giornate, 6 – 8 cucchiai di zucchero di canna scuro, 1 cucchiaio di cannella,  240 ml. di panna fresca, 100 gr. di panna acida o yogurt greco, 4 cucchiaini di zucchero a velo, 1 cucchiaino di essenza di vaniglia, marmellata ai frutti di bosco o alle fragole.Preparazione : frantumare il pane rendendolo a piccole briciole (se fosse secco non fatelo troppo fine tipo farina), mettere lo zucchero in una padella antiaderente a fuoco moderato e iniziare a farlo sciogliere versarvi quindi le briciole di pane e farle amalgamare bene con lo zucchero sciolto lasciandolo alcuni minuti a tostare, poi toglierlo e farlo freddare.
Intanto montare la panna con lo zucchero a velo la panna acida o lo yogurt greco e la vaniglia fino a renderla bella soda. Una volta che le briciole sono freddate stendete uno strato in una pirofila di circa 10/12 cm. di lato e a seguire uno strato bello corposo di panna  poi uno strato di marmellata, ripartite e fate altri 2 strati completi finendo con le briciole di pane. Si possono anche preparare all’interno di bicchieri come singole porzioni.
Mettete a riposare in frigorifero almeno un paio d’ore.

Bramborový salát – insalata ceca

Arrivati in repubblica ceca. La carovana dell’Abbecedario d’Europa ospitata da Alessandra porterà le proprie scoperte culinarie ceche sulle nostre tavole e per l’occasione io ho pensato a questa ricetta semplicissima ma dai sapori marcati, grintosa e cremosa allo stesso tempo. Questa insalata la si trova in particolare fra le portate del natale ceco e ogni famiglia ha la sua versione ma di base ha sempre patate, maionese, senape e sottaceti o verdure di radice tipo carote o sedano rapa. Insalata adattata da questa ricetta.

Ingredienti per 2 : 2 patate medie, 3 cucchiai di maionese, 1 cucchiaio di senape, 2 cucchiai di succo di limone, cetriolini e filetti di peperone sottaceto a piacere, prezzemolo tritato, pepe e sale.

Preparazione : bollire le patate e lasciarle freddare, poi pelarle e tagliarle a spicchi. Tritare finemente il prezzemolo. Amalgamare in una ciotolina la maionese, la senape, il limone e un po’ del prezzemolo.
Riunire in una ciotola le patate e i sottaceti, condire con la salsa rigirare in modo che tutto ne sia ben avvolto, per ultimo mettere altro prezzemolo a piacere e una macinata di pepe.

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