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Latte di sesamo

latte di sesamo

 

Sapevate che esiste il “solstizio di Manhattan” ? 😀   É il momento in cui il sole, tramontando, si allinea perfettamente con il reticolato di strade che attraversano l’isola di Manhattan e si intrufola tra i grattaceli, quanto mi piacerebbe esserci per l’occasione e fare foto a raffica !!! Dovró tenerlo presente per un eventuale viaggio.

I punti giusti da cui godersi al meglio lo spettacolo sono la 14esima, 23esima, 34esima, 42esima, 57esima strada e le parallele vicino a queste ultime, la prima volta che ci sono stata ero proprio nella 42esima ma comunque era piena estate e non sapevo di questo spettacolo naturale.

tramonto a Manhattan

Per la serie chi si accontenta gode qui potete vedere altre foto di questo spettacolare evento.

 

Questa é una ricetta semplicissima e che fa parte di quelle ricette che mi incuriosiscono e che prima o poi devo sperimentare. Quello che mi piace meno é il nome, infatti per me il latte é uno solo e cioé quello animale ma é uso comune chiamare le bevande ottenute da semi oleosi o cereali latte e quindi solo per comoditá lo chiameró pure io latte di sesamo.

Prima di voler provare la ricetta dovete essere sicuri che vi piaccia il sapore nocciolato amarognolo del sesamo perché il retro gusto lo si noterá. Ho provato aggiungere anche un po’ di caffé e mi é piaciuto, quindi in questo periodo la mia colazione sará salutare in modo alternativo.

Il sesamo contiene abbondantemente omega 3 che fanno bene al sistema cardiocircolatorio e combattono il colesterolo, inoltre ha una elevato contenuto di calcio (piú del latte) che viene  assorbito molto piú facilmente di quello del latte quindi le vostra ossa  in vista di osteoporosi ringrazieranno.  (notizie tratte da qui)

 

Ingredienti

50 gr di semi di sesamo non tostati

450 ml di acqua naturale minerale + quella per l’ammollo

un pizzico di sale grosso

dolcificante a scelta e nelle dosi a piacere

Preparazione

Mettete in ammollo i semi di sesamo per una notte, la mattina scolate i semi in un colino a maglie strette e buttate l’acqua.

 

Versate i semi nel bicchiere del mixer ad immersione con 200 ml di acqua minerale naturale e cominciate frullare. Scolate sempre con colino a maglie strette il frullato e schiacciando con il dorso di un cucchiaio raccogliete il liquido mettendolo da parte.

 

Ripetete lo stesso procedimento con il residuo dei semi e 150 ml di acqua e successivamente ancora per un’ ultima volta con il residuo dei semi e i rimanenti ml. di acqua,  colate per l’ ultima volta e avrete il vostro latte di sesamo.

N.B. io non ho dolcificato perché lo preferisco al naturale e mi basta il dolce dei biscotti che ci inzuppo. I tre passaggi non sono obbligati ma io ho preferito farli perché ho pensato cosí di trattenere il massimo dei semi di sesamo. Ho ottenuto uno “scarto” cremoso solo di un cucchiaio al quale ho aggiunto un po’ di cioccolato grattugiato che ho spalmato su fette biscottate.

bevanda al sesamo

barrette proteiche con pop corn e semi

croccantini ai semi

barrette proteiche con pop corn e semi

Ho in dispensa un po’ di semi e popcorn da smaltire e questa idea di farne barrette proteiche non é stata per niente male se non fosse che allo stesso tempo avevo pensato di perdere qualche chilo 😐

Sono perfette come snack, ma anche con lo yogurt ci stanno benone, invece di tenerle in forma di barrette si sbriciolano grossolanamente e le si possono alternare in un bicchiere con un dolce al cucchiaio.

barrette proteiche con pop corn e semi

 

Io le ho preparate non molto spesse, sono molto croccanti e friabili ma se le volete di uno spessore maggiore vi basterá raddoppiare le dosi tenendo peró la stessa teglia e allungare qualche minuto la cottura.

Per quel che mi riguarda cercheró di mangiarle con parsimonia 🙂

barrette proteiche con pop corn e semi

Ingredienti :

35 gr. di chicchi di mais per popcorn

40 gr. di semi di zucca

30 gr. di mandorle a filetti

40 gr. di semi di sesamo

40 gr. di cocco a scaglie

40 gr. di zucchero di canna

140 ml. di sciroppo d’acero

3 cucchiai di olio

Preparazione :

Fate riscaldare una padella grande a fuoco alto e poi versate il mais, coprite e ogni tanto date una scrollatina per girare i chicchi.

Quando cominceranno a scoppiettare non togliete il coperchio altrimenti li dovrete rincorrere  🙂 lasciate che finiscano di saltare.

Accendete il forno a 160 gradi

Mettete tutti gli ingredienti in una terrina e mescolate bene in modo che tutto sia ben avvolto dai liquidi.

Stendete un foglio di carta forno in una teglia da 20 x 30 cm. e metteteci il composto, schiacciate leggermente con il dorso di un cucchiaio per rendere tutto a pari.

Infornate per 15 minuti, poi spegnete e lasciate intiepidire all’interno del forno. Una volta tirata fuori la teglia, lasciate raffreddare completamente. Tagliare usando un coltello lungo cha appoggerete sulla granola dando un colpetto secco al suo centro. Non si avranno delle barrette dal taglio perfetto ma si riuscirá ad ottenere una forma rettangolare. Oppure si potrá sbriciolare grossolanamente a piacere.

barrette proteiche con pop corn e semi

 

 

Dukkah snack egiziano e cartoline dal Nilo

Dukkah snack egiziano

Ho scoperto questo snack egiziano chiamato Dukkah sul libro Cannella e Zafferano ed é uno snack molto originale, o almeno per me lo é. Si tratta di un trito di frutta secca e spezie, si gusta prendendo un pezzo di pane intinto nell’olio e poi passato nel trito.

E quale pane é piú adatto se non il pane arabo? Quindi  per completare lo snack vi lascio anche la ricetta del pane per fare scarpetta con il Dukkah. Siamo ancora per poco tempo in Egitto l’Abbecedario del mondo ha giá i biglietti pronti per il prossimo viaggio e io porto questo sfizio a Teresa che ha una dispensa ben fornita di ricette egiziane. Ma prima delle ricette vi lascio ancora qualche cartolina dal Nilo, se volete vederne altre potete nel frattempo mangiare un Semit.

muri di cinta di Edfu

Scendendo a sud ma in pratica risalendo il Nilo arriviamo a Edfu dove possiamo vedere il tempio di Horus con una alta cinta muraria coperta di incisioni.

particolare del muro di cinta

Da questo particolare si puó notare come si sia  conservato bene grazie alla lunga sepoltura nella sabbia che ci ha cosí permesso  una volta portato alla luce di ammirare tutto il complesso nella sua interezza.

Komombo, colonne fior di loto copia

Continuando in direzione sud  arriviamo a Komombo dove si trova il tempio dedicato al dio coccodrillo Sobek e a Horus dio del sole posto su di una collina.

calendario e stumenti chirurgicinella visita troverete queste curiose incisioni, nel pannello grigio  abbiamo un calendario legato alle stagioni che erano 3, la stagione dell’inondazione, quella della semina e quella del raccolto.

Nell’esempio che vi mostro siamo nella stagione della semina : il cerchio pieno piú a destra significa giorno, le u rovesciate significano ciascuna una decina e i rettangolini sono le unitá, quindi se osserviamo partendo dall’alto la quinta sezione (solo perché si vede meglio), avremo la data del giorno con due decine piú sei trattini =  giorno 26 e cosí a seguire il 27 e il 28. Il nove invece é rappresentato da un disco con un trattino in orizzontale e infatti dopo il 28 si nota il disco pieno – giorno, seguito da 2 u rovesciate cioé 20 e il disco tagliato orizzontalmente cioé il 9 quindi il giorno 29. Il trentesimo giorno é rappresentato da una coda di animale che significava finito.

Scendiamo ancora di una sezione e troviamo il simbolo formato da 3 trattini con un segno orizzontale sopra che significa stagione conclusa, a seguire abbiamo un disegno molto elementare di 3 papiri ancora piantati e che aspettano di essere raccolti, poi ecco che torna il disco pieno con un trattino sotto che sta a significare il primo giorno della nuova stagione che come suggeriscono i tre papiri in attesa di essere raccolti é quella del raccolto e riparte il calendario.

A sinistra invece si possono notare strumenti chirurgici. Ad esempio nella prima sezione in basso si riconoscono dei piccoli contenitori, una forbice, una spugna (in basso) e dei misurini per le medicine. Piú sopra si trovano delle pinze, una boccetta,  un bilancino per porzionare i medicinali. Salendo ancora si vedono degli uncini che servivano al momento di mummificare per estrarre il cervello via naso ( la cosa é alquanto cruda, ma cosí era) e dei bisturi.

nilometro

Questo invece é il Nilometro un metodo per far pagare le tasse in base al calcolo presuntivo del reddito, in pratica il progenitore di Equitalia *__* infatti le tasse variavano a seconda del livello raggiunto dalle acque in piena, piú era alto e piú era la zona irrigata e fertilizzata dalle inondazioni favorendo cosí i raccolti e il relativo reddito.

collina con tombe di nobili ad Assuan

Lasciamo Komombo e arriviamo ad Assuan dove su una collina sull’altra sponda del fiume si vedono tombe di nobili che governarono sul posto al tempo dei Faraoni. Da novembre a marzo qui il clima é molto favorevole e asciutto e proprio per questo molti benestanti vengono qui a svernare e uno dei piú affezionati negli scorsi decenni fu l’Agha Khan III (nonno dell’attuale Agha Khan IV) che desideró essere sepolto qui facendosi costruire il mausoleo che vedete sulla cima della collina.

130 diga verso lago Nasser copia

ma Assuan é conosciuta in particolare per la sua diga e qui é il lato che guarda al lago Nasser che si é venuto a creare con lo sbarramento  costruito negli anni 60.

diga Assuan verso Nilo

l’altro  lato guarda al Nilo, questa diga ha portato sicuramente dei vantaggi in fatto di energia ma ha impoverito i terreni del prezioso limo  che fertilizzava tutte le terre circostanti sostituendolo purtroppo con fertilizzanti chimici.

tempio di Ramses II

e con questa immagine da libri di storia eccoci ad Abu Simbel davanti a questo mastodontico tempio dedicato a Ramses II rappresentato da queste statue alte piú di 20 metri, le piccole statue ai loro piedi rappresentano la moglie del faraone, Nefertari e altri membri della famiglia reale. La diga di Assuan avrebbe sommerso il tempio ma l’Unesco riuscí a coinvolgere piú di 100 paesi in un colossale salvataggio che in 5 anni smontó pietra su pietra per ricomporre il tempio identico e nella stessa posizione verso gli astri come da originale retrocedendo di circa 200 metri.

corridoio d'ingresso dedicato a Ramses e Osiride

entrando, anche la prima sala presenta come colonne laterali statue di Ramses II formando un corridoio che conduce  in fondo alla sala del santuario dove sono sedute tre divinitá piú lo stesso faraone posizionate in modo che durante il solstizio i raggi del sole illuminino i volti delle divinitá a cominciare da Ramses II stesso cosí che potessero ricaricarsi di energia.

tomba di nefertari copia

ma Ramses II era evidentemente molto innamorato di Nefertari perché le dedicó un tempio non molto lontano dal suo e con la stessa grandezza colossale, l’unico in cui viene data pari importanza a una  regina.

Ora peró passiamo alle due ricette.

 

Dukkah snack egiziano e cartoline dal Nilo

 

Ingredienti  per una coppa tipo quelle per macedonia :

50 gr. di semi di coriandolo,

25 gr. di semi di cumino,

30 gr. di nocciole,

100 gr. di semi sesamo,

1 cucchiaino da caffé di sale,

mezzo cucchiaino di pepe macinato.

 

Preparazione :

1- mettere in mucchietti separati su una teglia foderata di carta forno tutti gli ingredienti, tranne il sale e il pepe, a tostare in forno preriscaldato a 250 gradi per 7 – 8 minuti.

2 -Iniziate a tritare in un robot i semi di coriandolo quando vedrete che il trito é abbastanza fine aggiungere uno alla volta anche gli altri ingredienti nell’ordine in cui sono elencati, frullare ma meglio se a pulsazione cosí potrete controllare il grado di triturazione.

3 – L’effetto finale sará un trito fine ma grossolano e non polverizzato.

 

Dukkah snack egiziano

Per una quindicina di pani arabo, ingredienti :

600 gr. di farina per pane,

150 gr. di lievito madre,

un cucchiaio raso di sale,

da 300 a 350 ml. di acqua (dipende da quanto assorbe la farina, quindi non versatela tutta in una volta, deve essere comunque un impasto morbido ma non appiccicoso)

un cucchiaino di miele.

Preparazione :

Sciogliere con un po’ dell’acqua il lievito nella planetaria aggiungete la farina e  impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo coprite e mettete a lievitare qualche ora fino al raddoppio ( meglio se dentro al forno con lucetta accesa).

Riprendete l’impasto sulla spianatoia e senza lavorarlo tagliate tante parti piú o meno dello stesso peso. Arrotondatele senza maneggiare troppo ma giusto quel che serve per ottenere delle palline. Schiacciatele con le punte delle dita e sfarinatele.

Accendete il forno a 230 gradi.

Con il mattarello stendetele in tondo all’altezza di mezzo cm. e ponetele su una teglia foderata di carta forno. Una volta stese tutte  infornate per circa 8 minuti, non devono dorare.

Sfornatele e sistematele in un panno sistemato in un sacchetto della spesa e tenetele coperte al caldo fino al momento di consumarle ( ovviamente di lí a non molto).

Si possono riempire con verdure ma anche con carne o miste e magari con la salsa tzatziki come in Grecia.

Tahina o burro di sesamo home made

Il burro di sesamo o tahini é una salsa mediorientale ottenuta dalla macinazione dei semi di sesamo, é conosciuta per l’uso che se ne fa per produrre l’hummus di ceci, ma anche da sola diluita con qualche goccia di limone e acqua é una crema che si presta bene per accompaganare verdure crude o cotte.

Questa salsa é la conferma che abituati come siamo a prendere cibi dagli scaffali del super o del negozio non ci rendiamo conto come a volte le cose siano semplicissime da fare. Infatti in pochi minuti avrete la vostra tahini con la sicurezza di non contenere additivi e di averla fresca senza il pericolo di trovarla con qualche retrogusto di rancido dovuto ai tempi di scadenza e ad un prezzo molto piú conveniente.

Ingredienti per una ciotolina : 150 gr. di semi di sesamo, da 1 a 2 cucchiai di olio.

Preparazione : tostare in una grande padella antiaderente per alcuni minuti (da 3 a 5 circa) i semi di sesamo rigirandoli spesso altrimenti rischiano di bruciare, lasciarli a raffreddare.

Frullare i semi fino a quando diventeranno una crema, poi per aiutare l’operazione e renderla piú morbida si puó aggiungere da 1 cucchiao a 2 di olio (di sesamo o neutro) a seconda di quanto la volete fluida. Una volta ottenuta la crema liscia e vellutata versare in un vasetto e se occorre ricoprire con un filo d’olio.

BISCOTTI AL TAHINI (vegan) – THAINI COOKIES

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Immagino sappiate cos’è la crema tahini ma nel caso siate tra i rari a non conoscerla allora vi dico che è una crema ottenuta dalla macinazione di semi di sesamo…..

La tahina è un alimento derivato dai semi di sesamo bianco, molto diffuso in Grecia, Turchia nord Africa e nel Vicino Oriente. Viene detto anche burro di sesamo o crema di sesamo.I semi di sesamo vengono tostati con delicatezza per evitare che inaspriscano. Vengono quindi triturati e la farina che ne deriva viene quindi allungata con olio di sesamo, fino a formare una pasta, simile al burro di arachidi ma di consistenza fluida Ha un sapore tipicamente di noci, con un aroma che ricorda quello delle arachidi, ma è meno dolce e con una nota tostata.……..tratto da Wikipedia

di solito si usa per preparare l’hummus …….vabè, senza entrare nei dettagli  vi dico anche che l’hummus è una crema ottenuta con ceci frullati a cui viene appunto aggiunta la tahini.

Qui però la usiamo in una versione dolce per ottenere dei biscotti che nel dubbio potessero non essere troppo apprezzati non conoscendo il sapore della thaini in cottura ho fatto in un numero contenuto, ma se vi piace il sapore nocciolato del sesamo io vi consiglio di aumentare le dosi da subito.

Ingredienti per circa 40 biscotti :
150 gr. farina integrale
4 cucchiai di olio neutro
40 gr. di zucchero di canna + un po’ per spolverare sopra
4 cucchiai di cocco secco grattugiato
3 cucchiai di thaini
1 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di lievito e 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
semi di sesamo neri o chiari, acqua q.b.

Preparazione : mescolare tutti gli ingredienti secchi, aggiungere l’olio e il thaini. Schiacciare con una forchetta la farina per amalgamare il thaini e l’olio ottenendo un insieme tipo sabbia, ora aggiungere dell’acqua un cucchiaio alla volta fino a compattare il tutto aiutandosi alla fine direttamente con le mani.

Avvolgere con della pellicola e mettere in frigo almeno per mezz’ora, quindi stendere come una qualsiasi frolla, io un pezzo alla volta, e ricavarsi i biscotti, spennellare leggermente con acqua o con latte di mandorla (o latte vaccino per i non vegan) spolverarli con un dello zucchero e i semini precedentemente tostati, premerli leggermente con un dito. Infornare a 190 gradi per 10-13 minuti fino a che si dorano, togliere dal forno e lasciare freddare completamente così da risultare croccanti.

English version

Makes about 40 cookies:

1 cup + 1 tablespoon flour
4 tablespoons neutral oil
1/4 cup brown sugar + a little ‘above for dusting
4 tablespoons of grated dry coconut
3 tablespoons thaini
1 teaspoon cinnamon
1/2 teaspoon baking powder and 1/2 teaspoon baking soda
sesame seeds blacks or light, water q.b.

Directions: Mix all dry ingredients, add the oil and thaini. Mash with a fork to mix the flour and the oil thaini getting a set like sand, now add water a tablespoon at a time, until you compact then with your hands.

Wrap with plastic wrap and refrigerate for at least half an hour, then roll out like any pastry, I one piece at a time, and carve out the cookies, brush with milk and sprinkle with sugar and seeds previously roasted, lightly press them with a finger. Bake at 190 degrees for 10-13 minutes until they are golden brown, remove from oven and let cool completely so as to be crunchy.

Questo è anche il mio contributo alla raccolta del WHB 381 ospitato da Terry  come sempre vi ricordo che se volete partecipare alla raccolta basterà mandare la vostra ricetta con foto a [email protected] e segnalare nel vostro post la vostra partecipazione alla raccolta che verrà pubblicata anche da Haloo (organizzatrice internazionale) per la versione in inglese, mentre Kalyn ne è stata la fondatrice e Brii è l’organizzatrice per la versione italiana. Per saperne di più leggetequi

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