L’isola di Gulangyu, a Xiamen

 

 

L’isola di Gulangyu

 

Tra il 1500 e il 1600 Xiamen  ha avuto diverse invasioni coloniali iniziando con i portoghesi per passare poi agli inglesi, francesi e olandesi.

 

Intorno al 1841 i britannici fecero in modo che la città diventasse un porto aperto al commercio internazionale e 10 anni più tardi stabilirono la loro concessione sull’isoletta a poche centinaia di metri di fronte alla città.

 

Esattamente a L’isola di Gulangyu, poi anche altre potenze straniere prevalentemente europee aprirono proprio su questa isola i loro consolati.

 

Proprio con l’isola di Gulangyu iniziamo il nostro giro, l’isola è solo pedonale, ci si arriva in 10 minuti con un traghetto e la vedete in primo piano, è rimasta come era all’epoca, quindi niente grattacieli e nemmeno costruzioni moderne, anche se c’è molto bisogno di restauro per molti edifici. Sullo sfondo  Xiamen.

 

 

e qui viceversa, la vedete  invece da Xiamen, la foto l’ho fatta da dietro il vetro della finestra dell’albergo che non era apribile, perciò risulta azzurrognola.

 

 

sul traghetto notiamo una sposa con il vestito dal colore tradizionale, ma sotto però ci sono i jeans, probabilmente va a farsi le foto sull’isola.

 

 

e a quanto pare l’isola è molto gettonata dalle spose, che ci vengono a fare le foto in anticipo, notare le scarpette da sposa, per fortuna il vestito le copre.

 

la coppia con al seguito il porta borse per il set fotografico

 

 

lei forse ha perso lo sposo, e il vestito? l’ha scambiato per le tende di casa e lo porta in lavanderia

 

 

ed ecco qui un’altra coppia a dir il vero un po’ frastornata,  con un portaborse decisamente stanco

 

 

ma rieccola la sposa  del traghetto, in versione bella addormentata, ma  con quell’abbaglio anche lo sposo va in estasi

 

 

quest’altra deve fare una foto con vestito svolazzante…..1….2…..3……giù la gonna e ciak anzi click

 

 

questa la vanno a recuperare, si è persa tra giardini incolti

 

 

troppo sole fa male alla pelle, e le cinesi lo sanno bene, gli ombrellini sempre al seguito

 

 

troviamo una chiesa cattolica peccato che è chiusa, ci dobbiamo accontentare di fotografare dall’esterno

 

 

la sede del governatore dell’epoca

 

 

epoca che data il 1921

 

 

 ora la sede si è trasformata in teatro di rappresentazioni dell’arte dei burattini

 

 

a cui assistiamo per un po’.

 

 

accanto vi è la villa che era invece l’abitazione

 

 

che contiene molti oggetti usati dai suoi inquilini

 

 

boccette di profumo  personale

 

 

oggetti per toeletta

 

 

belle porcellane.

 

 oggetti di uso domestico

 

 

un bollitore, come si vede il restauro è ancora latente

 

 

oggetti dell’economo di famiglia, notate che ci sono anche delle murrine
che fossero già dei tarocchi ?  😉

 

 

una bottiglia di cream of highland whisky, con il ritratto della regina Vittoria

 

 

camminiamo sui pavimenti originali in stile liberty

 

 

un vecchio grammofono e una credenzina da sistemare

 

 

salottino di vimini

 

 

una bella vetrata liberty che fa da divisorio fra le stanze e l’ingresso

 

 

un’uscita secondaria

 

 

 l’ingresso principale visto da dentro

 

 

e da fuori

 

 

con la vetrata liberty alle spalle

 

 

e il particolare del bellissimo lampadario d’epoca

 

 

una volta usciti camminando,  spesso incontriamo queste abitazioni con queste inferriate vistose

 

 

che non sembra abbiano funzione di difesa da intrusioni sconosciute, ma che siano parte integrante d’uso quotidiano

 

 
 

 

sparse per l’isola vi sono piante secolari come questo ficus di 120 anni

 

 

palazzi in decadenza e …

 

 

altri restaurati  mantenendo lo stile originale, c’è da dire che questi restaurati si son trasformati in alberghi,  il lato negativo è che così non sono visitabili, ma accontentiamoci,  almeno non sono stati abbandonati

 

 

a guardia dell’isola c’è   Zhen Zheng Chenggong condottiero  che ha saputo nel 1662, liberare Taiwan dagli olandesi e farla tornare cinese

 

 

si arriva sotto la statua attraverso questo piccolo ponte ovviamente tutto a zig e zag per ostacolare gli spiriti maligni, vi si arriva salendo una scala ripida

 

 

l’isola è conosciuta anche per l’isola del pianoforte perchè sembra che ve ne sia un’alta concentrazione dovuta al fatto che nel periodo della colonizzazione era comune e diffuso l’insegnamento dello strumento, questa tra   dizione è rimasta anche quando terminò la colonizzazione  tanto che è nata una grande scuola di musica, da cui sono usciti affermati musicisti cinesi

 

 

arriviamo all’ingresso del giardinoShuzhuang

 

 

sullo sfondo si trova il giardino di roccia

 

 

che si percorre

 

 

per arrivare sulla collina

 

 

una volta sopra troverete il museo del pianoforte che contiene una bellissima collezione di pianoforti davvero singolari, alcuni in miniatura probabilmente per le lezioni dedicate ai bambini, altri automatici con manovella, e altri ad angolo

 

 

peccato che non si potesse fotografare, ne ho scattate due di nascosto e quasi a caso ma non rendono giustizia

 

 l’altra parte del giardino prosegue costeggiando la spiaggia

 

 

che si raggiunge attraverso un ponte

 

 

da noi purtroppo si vedono a volte le lattine abbandonate in giro, ma qui invece abbandonano le noci di cocco con la cannuccia, ne ho bevuta una anch’io bella fresca e buona

 

 

poi passano comunque a raccoglierle

 

 

continuando la passeggiata, scopriamo che la pennichella

 

 

piace anche ai cinesi

 

 

noi invece siamo diretti sulla cima di quella roccia che è il punto più alto dell’isola notate questa pianta in primo piano, fiorisce ma non fa le foglie, sarà ben strana

 

 

ecco i suoi rami spogli ma fioriti

 

 

lassù si può guardare a 360 gradi

 

poi scesi dalla roccia ci siamo avviati alla funicolare che ci ha portato alla voliera che vedete sullo sfondo, uno spazio abbastanza grande ricoperto da rete contenente una bella varietà di uccelli

 

 

a cominciare dai pavoni dai colori sgargianti

 

 

ma c’è anche il pavone albino

 

 

un ciuffo sbarazzino spunta lì per lì

 

 

cigni bianchi e neri

 

 

e un pavone bianco e blu

 

questa è o potrebbe … essere una fagiana cinese 🙂  in realtà  non lo ricordo più, qui però mi è  finita la batteria e purtroppo c’erano molti altri begli uccelli  🙁
ma se volete proseguire il viaggio potrete andare a Xiamen
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