La mattina successiva, la dedichiamo alla visita della Pagoda della grande oca selvatica di sette piani e tuttora dimora di monaci.
Si tramandano molte leggende popolari sulla sua origine: secondo alcune sarebbe stata lasciata da uno stormo di oche selvatiche fermatosi sul posto,
un’altra dice che il monaco Xuanzang essendosi perso nel deserto, trovò una sorgente d’acqua grazie alla guida di un’oca selvatica, il che gli permise di sopravvivere, quindi, per ricambiare la benevolenza dell’oca, tornato a Xi’an avrebbe fatto costruire la pagoda.
davanti alla sala della preghiera si trova il contenitore dove inserire i propri incensi in onore del budda
mentre ai lati dell’incensore vi sono il grande tamburo
e la grande campana che si trovano in ogni tempio e che scandiscono le ore importanti della giornata all’interno del monastero…
i monaci stavano cantilenando le loro preghiere
rivolgendosi al budda Sakyamuni conosciuto anche come Gautama Siddharta, il fondatore del buddismo. La guida lo ha paragonato, per analogie di vita, al nostro S.Francesco, è un budda particolarmente venerato
si davano il tempo battendo con un bastoncino su una sfera di legno.
questo è il retro della sala dove pregavano.
e lì nei dintorni vi è un apposito raccoglitore di preghiere.
vi si scrive la preghiera, indirizzo e nome e si legano col nastrino rosso, ma ora lasciamo la pagoda per andare alla visita più attesa
il famoso esercito di terra cotta.
Nel marzo del 1974, un contadino, tentando di scavare un pozzo per attingervi acqua da utilizzare per l’irrigazione dei campi, trovò la testa in terracotta di un guerriero, a 5 metri di profondità, un chilometro e mezzo a est dal tumulo dell’ imperatore Qin che lo fece realizzare a difesa eterna della sua tomba, famoso anche per la costruzione della Grande Muraglia.
Non se ne parlò molto subito… anche perchè forse non si diede importanza alla cosa, ma la voce circolò e destò l’interesse di archeologi e giornalisti che s’interessarono alla cosa.
Così, 2 anni dopo, nel 1976, gli archeologi iniziarono gli scavi di pozzi di ispezione e venne alla luce l’importante scoperta.
Ora non si sta lavorando molto allo scavo, perchè in Cina non hanno molti esperti che sappiano come eseguire al meglio gli scavi, e come preservare i guerrieri
appena estratti infatti, le loro armature e i loro abiti erano colorati, ma con il tempo i colori sono sbiaditi. Perciò occorre personale esperto, che non c’è e comunque mancano i fondi per pagare i lavori.
Per cui ora è tutto fermo.
la fanteria
e la cavalleria
ma quanti sono
qui si intravedono i colori originali, le diverse acconciature e armature li distinguono all’interno della gerarchia militare
alcuni sono stati messi nelle teche….delle armi non vi sono ritrovamenti veri e propri, ma solo dei resti, come nel caso delle lance, di cui si son trovate le punte in bronzo.
probabilmente, le armi essendo state in legno, non sono durate nel tempo, però a seconda della posizione delle mani si può intuire quale, il guerriero stesse usando, questo sembra in procinto di posizionarsi per tirare con l’arco
lui sembra stia sfoderando un’arma
ma oltre alle scoperte di terracotta, si sono trovati anche reperti molto importanti in bronzo
un particolare del cocchiere
e il retro della carrozza

queste carrozze trainate da una quadriglia di cavalli, sono importanti per come si sono conservate nei dettagli
Gli scavi si trovano in tre fosse al coperto, di cui la prima è quella più grande e quella che vedete nella prima foto su in alto, tutto il sito è all’interno di un parco e per arrivarci si può prendere un trenino, o farsi una passeggiata.
A Xi’an abbiamo praticamente concluso in bellezza la nostra permanenza e in attesa di prendere il volo per Guillin ci facciamo un giro al supermercato nei dintorni
tutti con mascherine
qui insacchettano a mano, una farina
qui ci si sceglie un pesce e lo si pesca con il retino……dietro a quelle persone ho intravisto delle rane gigantesche…o erano rospi?
una volta pescato la signora prende il pesce che si divincola non poco, e va felice e contenta a pagare.
Ma intanto è arrivata l’ora della partenza o quasi, la partenza infatti avrà un ritardo di 2 ore, finalmente si vola a Guillin dove ci aspetta un paesaggio quasi onirico, ma dovrete pazientare un po’ per vederlo, alla prossima!





























