Valencia e il suo mistero – Spagna

Oggi torno a scrivere di viaggi dopo una lunga pausa e spero che se passate di qui pur non trovando una ricetta, la cosa non vi dispiaccia.

Vi porto in una cittá che mi ha piacevolmente sorpreso, Valencia.
Una cittá con un centro storico che si puó visitare tranquillamente a piedi ma anche con un buon servizio di trasporto cittadino di bus e metro per spostarsi nelle spiagge o in altri quartieri.
Offre molte possibilitá di interesse artistico, gastronomico e di tempo libero in quanto é  una cittá molto vivace con una buona offerta di locali e se presa in considerazione nel periodo estivo anche un buon motivo per approfittare delle sue belle spiagge.

Oggi peró partiamo da una leggenda che ha ispirato scrittori e registi che con i lori racconti hanno contribuito a creare un alone di mistero intorno ad un oggetto sacro per il culto cristiano, il Sacro Graal, la coppa che Gesù Cristo avrebbe usato nell’ultima cena e che viene custodito in una cappella nella cattedrale della cittá, la certezza comunque non si ha ancora nonostante i molti studi storici eseguiti e il mistero quindi non é ancora svelato.

La cattedrale é incastonata tra 2 piazze, la plaza de la Virgen alle sua spalle che é quella che vedete qui sopra e la plaza de la Reina sul fronte.

Da piú di 1000 anni la cattedrale é la sede  del Tribunale delle acque / Tribunal de las Aguas de Valencia che ha l’incarico di risolvere le controversie tra gli agricoltori riguardo le irrigazioni dei campi, le sentenze sono pubbliche e vengono manifestate all’aperto proprio davanti a questa porta la Puerta de los Apóstoles in stile gotico senza materiale cartaceo ma solo in forma orale.

Tutti i giovedí alle ore 12 il giudice e i suoi assessori si presenteranno sul posto e nel caso, che ora si presenta molto spesso, non ci fossero discussioni si ritireranno poco dopo mantenendo comunque questa antica tradizione.

seguendo il fianco della chiesa con un occhio alle cupole blu che appaiono tra i muri….

noterete la torre del Miguelete che é anche il campanile della cattedrale dedicato a San Michele per questo chiamato anche Torre del Micalet. Alto 51 metri a pianta ottagonale.

Arriverete cosí alla porta principale in stile barocco, la Porta de lo hierros cosi chiamata per il cancello che si trova davanti all’ingresso.
L’ingresso costa 5 euro e viene consegnato con una audioguida che spiegherá le varie cappelle che si snodano sui lati e i capolavori pittorici contenuti nella chiesa.

all’interno si nota subito lo stile gotico delle arcate …

e sull’altare una pala degli inizi del 1500….

una pala a tempera e olio su tavola di Fernando de Los Llanos e Fernando Yáñez de la Almedina, che si dice imita lo stile di Leonardo da Vinci e di altri autori del Rinascimento italiano.

sopra noterete la cupola a pianta ottagonale e in pietra di alabastro.

 

Dietro all’altare si trova la reliquia di San Vicente Diacono di Saragozza, il suo braccio sinistro mummificato, lui fu martirizzato a Valencia durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano nel 304, non é propriamente un bello spettacolo ma comunque sia fa parte della storia.

Ora siamo arrivati a quel mistero di cui vi parlavo sopra che si trova in una cappella di pianta quadrata e tutta in pietra e alabastro destinata a custodire il Santo Graal.
Il calice é costituito da una piccola coppa alta 7 cm. e larga 9 del tutto simile ad una scodellina di calcedonio datata tra il IV secolo avanti cristo e il I dopo C. e intagliata ad Antiochia o Alessandria. Solo in un secondo tempo nel XIII secolo vi si aggiunse la base arricchita con pietre preziose.

il soffitto ha nervature di pietra che formano una stella …

e al centro una formella rotonda dove viene rappresentata l’incoronazione della Vergine.

 

Ma eccoci davanti al calice, forse un po’ suggestionata dall’alone misterioso che lo circonda, confesso che mi ha fatto emozionare l’essere proprio lí a pochi passi e poterlo osservare ripercorrendo mentalmente la storia affascinante che lo avvolge.

Infatti la tradizione aragonese narra che il Santo Graal fu portato da Pietro ad Antiochia e poi a Roma dove venne usato da numerosi Papi fino a Sisto II che, prima di essere messo a morte durante le persecuzioni contro i cristiani, nel 258 d.C. riuscì per mezzo di un diacono a farlo arrivare nel nord- est della Spagna, a Huesca dove venne nascosto in una grotta delle montagne aragonesi, e in seguito custodito nei secoli nel monastero di San Juan de la Peña.

Nel 1399 il re spagnolo Martino I convinse i monaci a donarglielo per la sua collezione di reliquie, una donazione documentata.
Alla sua morte la regina consorte donó il calice alla cittá di Valencia, e una quindicina d’anni dopo il re Alfonso il Magnanimo lo consegnó alla Cattedrale.
Da allora ha lasciato la sua collocazione solo per essere nascosto durante l’occupazione napoleonica e durante la guerra civile spagnola dove sembra che i Valenciani lo nascondessero a turno nelle proprie case per non farlo trovare.

Una volta usciti dalla cappella del Santo Graal ci si puó dirigere sul lato opposto e decidere se salire con pochi euro ( 2 -3 ) alla Torre Micalet ….. una scala a chiocciola di 207 scalini vi porterá sopra.

dalla torre potrete spaziare a 360 gradi sulla cittá, vedrete la plaza de la Virgen sul retro …..

e piú in lá anche la torre del Serrano, una delle porte d’ingresso alla cittá antica….

girando ancora vedrete emergere i cupoloni della cittá delle scienze e sullo sfondo il porto con le sue gru …

proseguendo il giro riconoscerete dietro a quel campanile la plaza Redonda e cioé un ex mattatoio trasformato nel XIX sec. in una piazza mantenendo la forma circolare originale con al suo interno una serie di negozietti.

 

infine proprio guardando dalla parte dell’ingresso della cattedrale vi si puó vedere la plaza de la Reina.

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6 thoughts on “Valencia e il suo mistero – Spagna

  1. Sempre bello viaggiare virtualmente con te. Non conoscevo proprio nulla di Valencia, quindi ho divorato il tuo post.

    1. ne seguiranno altri, magari ti avviso ^__^ comunque Valencia mi é piaciuta molto e ci tornerei senza pensarci!!

  2. Ciao Marta! Su consiglio di tua figlia ho fatto un giretto sul tuo blog…non posso non essere d'accordo sul fascino antico, ma allo stesso tempo moderno che emana Valencia, magica città descritta con precisione nel tuo post!
    Visto che come te sono amante di viaggi e cucina, grazie a questo blog ho scoperto anche molte ricette fresche e sfiziose per cenette e pranzetti internazionali tra amici che fanno proprio al caso mio!! E' stata la prima visita di una lunga serie…grazie per i tanti consigli che abbinano la passione per la cucina ai tuoi fantastici viaggi 😉

    1. Ciao Vale, grazie del commento che conferma le mie impressioni sulla cittá, per quanto riguarda le ricette dovrai affidarti alla tua attitudine gastronomica dato che la tua coinquilina ha lo spiccato dono d'assaggiatrice ma una scarsa manualitá culinaria ^___^

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