Nadalin veronese l’antenato del pandoro

nadalin

Questo dolce diventò nel 1260 una specialità natalizia veronese detta Nadalin con base a forma di stella a otto punte non molto alto.

Il Nadalin fu creato per festeggiare il primo Natale dopo l’investitura dei nobili Della Scala a Signori di Verona e lo si puó considerare il papá del piú noto pandoro di  Verona, solo nell’ottocento il dolce cambiò forma.

Venne alzato, le punte ridotte a cinque e chiamato pandoro e per questo si dice che sia il papà del pandoro.

In questi giorni lo si trova in tutte le pasticcerie o nei panifici e ora anche in varie misure dai piccoli di 250 gr. a 500 gr. fino a 1 kg. Ora si usano gli stampi a stella a 5 punte, come quello che ho usato io, monouso di carta.

In questo ci sono meno uova e molto meno burro, quindi è un po’ più “secco” a differenza del pandoro, chiamato così anche per il suo colore dovuto appunto alle molte uova usate.

nadalin veronese

Anni fa lo feci per la prima volta con la ricetta originale trovata qui, ma a quel tempo di lievitati ancora non ne sapevo molto e i 50 gr. di lievito negli ingredienti non mi sembrarono troppi come invece sono ma ricordo che se ne sentiva chiaramente il sentore, quindi pur mantenendo gli stessi ingredienti ho ridotto di molto il lievito.

Ingredienti

450 gr. di farina ad alta percentuale di proteine, io ho usato farina con 13% di proteine
150 gr. di burro morbido e a temperatura ambiente
150 gr. di zucchero
3 uova
3 gr. di lievito di birra in granuli
la buccia grattugiata di 1 limone
70 gr. di mandorle tritate
2 o 3 cucchiai di acqua solo se occorre, io ne ho messo 2
pizzico di sale
cucchiaino di polvere di vaniglia
zucchero a velo abbondante
una forma di carta per il forno a stella a 8 punte

Preparazione

Mettere nella planetaria la farina il lievito lo zucchero la vaniglia e la buccia di limone, miscelare il tutto.

Unire le tre uova e cominciare ad impastare, aggiungere il burro un po’ alla volta e farlo assorbire bene. Se occorre versare l’acqua un cucchiaio alla volta e non metterne altra fino a quando non sia stata ben assorbita

Impastate bene fino a quando si ottiene un impasto omogeneo, rimarrà un po’ appiccicoso.

Prendete una ciotola e foderate con carta forno precedentemente bagnata e strizzata, aiutandovi con la spatola raccogliete in una palla l’impasto e versatelo nella ciotola, coprite con pellicola e lasciate a lievitare fino a quando raddoppierà ( a me sono occorse 8 ore, dipende dalla temperatura ambiente, se volete accelerare un po’ mettete la ciotola nel forno con luce accesa, o vicino ai termosifoni)


Infarinate leggermente il piano di lavoro e le mani, versate sempre aiutandovi con la spatola, l’impasto.

Premetelo un po’ e prendendo un lembo piegatelo verso il centro continuando cosí fino a finire il giro, poi pirlatelo per arrotondarlo bene e sistematelo al centro della forma a 5 punte. Rimettete di nuovo la pellicola e lasciate di nuovo a lievitare qualche ora fino a quando sará raddoppiato di nuovo.


Accendete il forno a 170 gradi, tagliate a grossi pezzi le mandorle e distribuitele sopra, infornate per 40 minuti, se vedete che colorisce troppo coprite con carta d’alluminio.

Prima di sfornarlo infilate uno spiedino di legno al centro e controllate che esca asciutto, altrimenti lasciate ancora 5 / 10 minuti.
Una volta sfornato spolverate con abbondante zucchero a velo

l’deale é impastare il mattino presto e lasciare a lievitare fino a circa metá del pomeriggio, per poi rimetterlo a lievitare qualche ora e infornarlo sulla tarda serata.

nadalin veronese
Please follow and like us:

4 thoughts on “Nadalin veronese l’antenato del pandoro

  1. Ciao Marta, riesco solo ora a passare a farti i miei più sinceri auguri di felici feste! sono rientrata in Italia da pochi giorni e ancora non mi sono ambientata 😛
    Grazie x essere passata a trovarmi durante la mia assenza <3

  2. ma dai non conoscevo questa storia io credevo che il pandoro fosse già nato pandoro! Eh beh in effetti 50 g di lievito sono tantini 😀 😀 Serene feste!

    1. beata ignoranza 🙂 di lievitati non sapevo niente, non che oggi sia esperta ma che meno lievito si mette meglio é l’ ho imparato 😀 grazie tesora, tanti cari auguri anche a te .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.