Usa /costa est – New york, first part

Dopo Washington e Philadelphia continuiamo la visita della costa est americana e arriviamo alla mitica New York, in questo post ho assemblato foto sia del viaggio newyorkese dell’anno scorso che di quest’ultimo quasi a completare quello che era rimasto a metà nella visita scorsa.
L’anno scorso nell’immediato non ero rimasta molto entusiasta della città, e forse è anche per quello che mi son arenata nello scrivere il post, mi era parsa un po’ limitata in quel che offriva dal lato storico piuttosto che urbanistico, forse colpa del fatto che avevo già nella mente altre metropoli che avevano la fortuna di possedere spazi più ampi in cui riconoscere e apprezzare palazzi sia storici che moderni o  costruzioni che colpiscono per la loro eccentricità o grandi viali verdi in cui camminare, qui invece è tutto molto concentrato e proprio per questo a volte sfuggono i particolari che fanno la differenza poi con il rivedere le foto e rileggendo la guida mi son resa conto che avrei volentieri visto molte altre cose e quindi ho pensato di terminare il viaggio di quest’anno ritornandoci per aggiungere altri pezzi al mosaico New York, ma forse NY per punirmi della mia poca simpatia iniziale quest’anno ci ha regalato una giornata di tempesta,
24 ore di pioggia battente giusto il primo giorno di visita …….le scarpe inzuppate da poter essere strizzate come un fazzoletto bagnato, un ombrello tutto piegato da buttare  e l’impossibilità di fare foto ha fatto sì che di quel giorno non resti traccia se non nella mia mente, poi per fortuna il tempo pur restando molto variabile e fresco ci ha dato la possibilità di proseguire la nostra permanenza in modo più piacevole…..
che fosse un sintomo dell’uragano Irene? mmma….noi per fortuna siamo già tornati….il giorno che stavamo preparando le valigie sentivamo una voce nel corridoio che dava degli avvisi, e facendoci attenzione l’avviso era di prendere eventuali valigie e scendere per le scale senza usare ascensori @__ò ma scusa noi siamo al nono piano!!! e poi perchè…che stava succedendo… usciamo e vediamo alcune cameriere correre….. chiediamo spiegazioni e ci dicono che è una simulazione per il piano di sicurezza anti incendio, ma solo per il personale…….ahhhh volevo ben dire ………
Non che con questo viaggio abbia visto tutto quello che avrei voluto sfrugugliare, probabilmente per passare al “setaccio”  la grande mela occorrerebbe un mesetto o più viaggi, comunque con 10 / 12 giorni già vedrete parecchie cose e imparerete a muovervi facilmente in questo gineprario di vie e quartieri.
In realtà pur essendo  una metropoli  la si gira facilmente il suo reticolato di strade numerate facilita molto l’orientamento, e difficilmente sbaglierete
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quest’anno ho pure dimenticato la guida a casa e quindi mi son ricordata della libreria italiana rizzoli dove ne ho presa una piccola giusto per non essere senza, ma comunque l’orientamento generale l’avevamo ben memorizzato già dall’anno scorso ……New York è praticamente una penisola lunga circa 20 km. e larga circa 4 dove basta ricordarsi che le avenue sono le strade che percorrono in lungo Manhattan tra cui la famosa Fifth avenue e che le street sono le traverse  delle precedenti………..attenzione però controllate i numeri civici dei locali o dei musei o negozi che siano se sono preceduti dal West o dall’Est per non trovarvi allo stesso numero ma esattamente al lato opposto……
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cominciamo la nostra passeggiata dal central park dove una volta entrati dal lato ovest ci si dimentica di essere in una grande città…….
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è un parco dove vi sono anche strade……per fortuna poco trafficate…..e perlopiù frequentate da mezzi ecologici, sono costeggiate da percorsi pedonali …..
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vi entriamo dall’upper west side tra le 71a e la 74a streets arrivando subito al sito di – strawberry fields – che è il titolo  di una canzone di John Lennon……..
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dove un mosaico segna il luogo dove fu ucciso nel 1980 …….
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attraverso viali che garantiscono un po’ d’ombra arriviamo fino al laghetto circondato da una fitta vegetazione e da uno spiazzo con fontana che abbellisce il contesto…..
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nel laghetto strisciano con lentezza barchette e offrono una atmosfera molto rilassante……da qui certo non sembra New York……
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alcuni bravi musicisti di strada intrattengono la vostra sosta e tutto diventa molto piacevole…….
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poco più in là invece un’altro artista di strada si guadagna qualche cent con le bolle gigantesche di sapone….
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e i bambini ne rimangono incantati per qualche minuto…..poi la voglia di prenderle ha il sopravvento e cercano almeno di toccarle……
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due torri sullo sfondo ci ricordano dove siamo……
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uscendo dal lato est, ci dirigiamo verso il rockfeller center e incontriamo l’altra mela altrettanto nota…..ora però non vedreste altro che un cubo impacchettato di bianco dato che è in ristrutturazione, questa foto fa parte del viaggio dell’anno scorso, nonostante questo la processione incessante 24 ore su 24 al suo interno è continua a qualsiasi ora ……..ma procediamo scendendo la strada che non è altro che la famosa fifty……….. prima di arrivare al Rockfeller, sempre sulla sinistra troverete un altro luogo dove sia i maschi che le femminucce, potrebbero trovare piacevole farci un tour …….
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e immaginando di andare a braccetto con  Audrey Hepburn mangiando un danish pastry…….
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entrate e gironzolate, per farlo non si paga niente, nessuno vi verrà ad importunare per farvi necessariamente comprare…..e comunque al terzo piano potreste decidere di farvi un regaluccio, il dollaro di questi tempi è favorevole per noi  e se le cose sono ancora così e se ci capitate…….meglio approfittarne…..
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una volta usciti dopo 5 minuti di cammino eccoci arrivati all’altezza del Rockfeller  che si trova alla vostra destra….lo spazio dove si vedono gli ombrelloni è dove viene innalzato l’albero di natale e posizionata la pista di ghiaccio che è una delle immagini cartolina del periodo natalizio……
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quel giorno proprio davanti all’ingresso c’era anche un piccolo mercatino di piantine odorose…………..
che ne dite…..
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se salissimo su su in cima al top the rock? per vedere NY dall’alto ci sono tre scelte, salire sull’empire building che è il punto più alto oppure il top the rock al Rockfeller o su tutti e due….ma dato che io volevo vedere svettare l’empire ho scelto il secondo, seppur leggermente più basso permette di vedere proprio l’empire in tutta la sua maestosità da un lato e il central park dall’altro ………….
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mentre aspetterete 10 – 15 minuti per salire sull’ascensore che vi porterà velocemente sul top, un video vi intratterrà con un  po’ di storia sulla costruzione del palazzo e del signor Rockfeller.……
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un primo sguardo all’ingiù per renderci conto quanto siamo saliti…….
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e poi eccolo lì …….non occorre alzare gli occhi…si trova esattamente all’altezza del proprio sguardo….
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orgoglioso del suo status  che gli permette di guardare tutta NY ai suoi piedi………e se aguzzate la vista, là in fondo a destra c’è l’altra immagine simbolo….
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appena percettibile vi è l’orgogliosa signora con la fiaccola …ma la vedremo meglio più avanti………
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defilato e semi nascosto si intravvede il Chrysler Building che alla sera illuminato fa concorrenza all’empire……..
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ma giriamo lo sguardo alle nostre spalle ed ecco un bellissimo colpo d’occhio sul central park con i suoi laghetti……
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il lago più lontano originariamente nato nel 1860 come riserva d’acqua per la città è diventato il luogo preferito da persone illustri come Jackie Kennedy a cui è stato dedicato nel 1994, piuttosto che Bill Clinton o Madonna per andare a fare running ……….tutto il percorso intorno misura circa 3 km……
appena al di là del central park inizia il quartiere di Harlem mentre più a nord a concludere la città si trova il Bronx…….
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i prati sono presi di mira per stendersi al sole o all’ombra per pisolare……..
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una volta scesi e continuando sulla 5 praticamente di fronte al Rockfeller, incontrerete sulla sinistra la cattedrale in stile gotico di san Patrick …….uno stile che si ritrova spesso anche in altre chiese…….
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le navate a destra e sinistra sono suddivise da arcate chiaramente a punta tipico del gotico…….
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l’altare principale di marmo bianco richiama l’attenzione………
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e alzando lo sguardo noterete anche l’organo sovrastato da un rosone di vetri colorati………..
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nel vostro percorso troverete spesso questi carrettini di hot dog e preztel …..io li ho snobbati per i primi giorni…………
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ma a forza di vederli, l’ultima mattina non avendo fatto colazione mi son decisa e ho preso un preztel….e mea culpa… peccato non l’avessi fatto prima, era davvero buono e fresco……quindi vi consiglio di non fare lo stesso mio errore…..
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finora abbiamo praticamente girato nel quartiere di midtown dove alla 42 st. all’incrocio con l’avenue madison si trova anche la grande stazione dei treni di NY, il Grand Central dove siamo stati a cena, quindi ve la mostro  in versione notturna, qui su un lato……..
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qui sull’angolo con il Chrysler Building sullo sfondo……
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e questa è la sua facciata con chiaro riferimento allo stile classico ……….
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l’interno è molto ampio e con due scalinate opposte tra loro agli ingressi, tutto in marmo chiaro…….
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al piano sottostante vi sono più ristoranti……..
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e noi abbiamo scelto probabilmente il più scontato sulla scia di chi vi era già stato    l’oyster bar, dove abbiamo mangiato bene scegliendo da un copioso menù, se avrete l’occasione di andarci,  proprio lì all’ingresso ricordatevi anche di andare negli angoli opposti in diagonale e avvicinandovi il più possibile parlate di spalle con un vostro compagno di viaggio che farà la stessa cosa….vi sentirete come se foste uno di fianco all’altro……….
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sempre scendendo nella 5 e all’incrocio con la 42 st. troverete un’altro posto dove passare una serata è il Bryant park che alle spalle ha la pubblic library dove oltre al Bryant grill restaurant che si trova a destra c’è anche una zona a sinistra dove fermarsi a mangiare qualcosa di più veloce, il Bryant cafè……………..
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o semplicemente sorseggiare una bibita mentre nel parco sottostante trasmettono un film.……… in ogni caso sia al ristorante che nel Bryant caffè si mangia bene………
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e ora per proseguire con ordine, ci spostiamo due strade più a destra verso la 7 st. per entrare nel cuore del quartiere e cioè a time square …….ora in parte pedonale è un insieme di pannelli video che continuano a mostrare pubblicità e dove è di rito passare e ovviamente fotografare…….sempre un punto frenetico e pieno di negozi di suvenir……..
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l’anno scorso avevano aggiunto anche “il bacio del marinaio” che avevamo trovato un paio di anni prima a San Diego.………
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ora facciamo una deviazione che sicuramente ogni blogger vorrebbe fare…..se vi ricordate più di un anno fa, impazzava nei vari blog il pane senza impasto che ho provato anch’io ed è davvero un buon pane……..era stato diffuso partendo da una panetteria di New York la Sullivan bakery appunto e finito sul NyTimes di cui potete vedere il video………è una piccola panetteria e non mi son dilungata a far foto non sapendo quanto fosse gradita la cosa, ma almeno un paio le ho fatte……….
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 qui vedete il pane in cassetta detto pane pullman chiamato così per la  forma somigliante ad un autobus…….
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e vista l’ora che si avvicinava era quella del pranzo abbiamo fatto un antipasto proprio con delle brioche salate deliziose…….per arrivarci dovete arrivare alla 47 str. west tra la 10 e l’11 avenue (quindi a destra scendendo Manhattan) al n. 533 …. e vi troverete nel quartiere di Hell’s Kitchen.
A NY si macinano molti km. a piedi ma quando si è stanchi basta allungare una mano e un trasporto giallo  si presenterà lì davanti in pochi secondi o al massimo pochi minuti……….per brevi tratti sono anche più convenienti della metro…….
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ora continuiamo la nostra discesa  in taxi e ci facciamo portare a chelsea market nella 9 avenue incrocio 15 str. un mercato al coperto che occupa le ex fabbriche dei produttori dei famosissimi biscotti Oreo mantenendo lo stile dei fabbricati……
Siamo arrivati quindi nel quartiere di Chelsea………
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vi troverete il piccolo tempio dei brownies al Fat Which Bakery dove seppur piccolo comunque avrete una bella scelta di brownies….non saprete quale scegliere………
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che voi abbiate resistito o meno alla tentazione di mettere in saccoccia confezioni di brownies, appena usciti lì accanto al Fat Which Bakery troverete altro …..
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che  magari vi portereste come souvenir……ma proseguiamo…..
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in questa pescheria si vendono  lobster e sushi e  da un lato presenta anche delle porzioni pronte, nel caso voleste gradire….le luci non favoriscono le foto…….
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la foto a destra faceva parte di una piccola mostra fotografica e non potevo non farle uno scatto….quello è il balcone di Giulietta e Romeo e se non la faccio io chi la dovrebbe fare……..
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vi è anche una grande panetteria con tre grandi vetrine da cui si può curiosare i passaggi della produzione panificatrice fino a arrivare poi alla rivendita…….
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il primo negozio all’ingresso però è carinissimo si tratta di  Anthropologie, sia di abbigliamento che accessori per la casa, due contenitori di piccole maniglie così carine che verrebbe la voglia di prenderne almeno una per tipo…. salvo poi dover comprare mobili per attaccarvele…..forse non è il caso, sarebbero un problema anche per le valigie all’aeroporto……
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ma i piatti sono uno più bello dell’altro, per non parlare degli strofinacci da cucina…….
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e i libri sparsi così casualmente qua e là sono una vera tentazione…….insomma se ci capitate dovrete essere forti e inventarvi una scusa ogni due secondi per non comprare, io vi ho avvisato!!!
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e non è finita….. vi potrebbe interessare un alberello di cupcake…..vi lascio giusto per la cronaca una foto  di un ampio negozio di casalinghi ……
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e per finire un immagine del negozio con prodotti alimentari made in italy……..
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quando uscite se vi guardate lì intorno scoprirete una strada rialzata che in realtà è una vecchia ferrovia riportata a vita con una scelta intelligente facendone un percorso verde…….
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è l’high line un bel esempio di riqualificazione di quel che già esiste promuovendo le zone in cui si snoda che a loro volta seguono interventi di ristrutturazione…….
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in qualche punto ci si può anche sedere per un semplice ristoro al riparo dal sole o dalla pioggia……
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ma anche durante il percorso, dei lettini in legno con ruote di ferro come quelle dei vecchi treni appoggiate alle rotaie così da poterli spostare permettono di riposarsi………..
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camminando si hanno prospettive diverse sulle strade della città…………
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o sul lato dell’Hudson River ………..che è il lato opposto a quello del ponte di Brooklyn…….
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il verde è spesso volutamente in stile selvaggio per regalare un’atmosfera più rurale……..
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è bello passeggiarci anche di sera…….in realtà il percorso è un po’ più illuminato ma la mia incapacità di fotografa vi fa sembrare il contrario……..
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appena sotto  Chelsea  la zona è chiamata  Meatpacking district, e quando ci siamo stati di giorno a pochi passi dal punto di discesa della High line abbiamo fatto un brunch delizioso e in quella occasione ho scoperto le uova alla benedict che poi ho anche riprodotto………..
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il ristorante era lo Standard Grill che di giorno ha un’atmosfera abbastanza informale mentre tornati alla sera abbiamo notato che l’atmosfera diventa un po’ più elegante e alla moda, poi per caso leggendo da lei ho scoperto che mi son persa un’occasione…. quella sera non ho notato nessun vippone ^ ___ ^
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e dato che siamo in Washington  street ci allunghiamo per circa 1 km e mezzo giusto per consumare un po’ di calorie e arriviamo a Washington square, una bella piazza con giardini e un grande arco di marmo bianco di Dover dedicato ovviamente a Washington ………
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prima di entrarci però veniamo fermati e zittiti perchè stavano effettuando delle riprese di una serie televisiva…….
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una volta entrati nella piazza vediamo che la fontana è stata scambiata per la piscina del quartiere……
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il luogo è comunque ben goduto dai residenti e dai turisti che si vogliono riposare i piedi………prima di riprendere un taxi o la metro per arrivare…….
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al luogo delle ferite ancora aperte credo per tutti i newyorchesi, al ground zero …….c’à ancora molto da fare……..
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ma mi pare di aver letto che l’11 settembre prossimo verranno inaugurati i giardini attorno alle vasche fontana costruiti al posto delle torri gemelle……..che vedete in questo plastico e nel sito …..
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all’interno del memorial  filmati e documenti fotografici raccontano l’accaduto…..è situato accanto….
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alla cappella di Saint Paul che essendo a pochissima distanza dal luogo, in quei giorni era diventata il luogo dove i volontari lavoravano servendo pasti, offrendo aiuto di qualsiasi tipo a chiunque lo chiedesse…….
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oggi è un continuo pellegrinaggio di chiunque si trovi a passare da queste parti volutamente o per caso…..
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lungo il perimetro delle pareti si vede dove i vigili del fuoco trovavano un posto per riposarsi qualche momento, nella chiesa sono state lasciate le panche così come sono rimaste da allora in memoria di tutti i vigili che si sono adoperati in quei giorni…….
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è stato lasciato anche un letto di quelli usati ….
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e molte immagini e distintivi di chi ha perso la vita……
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ma lasciamo World TC per dirigerci nel Financial district a Wall Street che immaginavo una grande piazza …..non so perchè…..in realtà è una piccola piazza dove su di un lato vi è appunto la Borsa e sul lato ad angolo ………
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la Feder Hall, il museo dedicato a G. Washington…..
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in fondo alla via che passa davanti a Wall street si nota la Trinity church, il suo campanile di 85 m. nel 1846 era l’edificio più alto di NY………e ora tocca a lui……
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a Charging bull, il toro di lucido bronzo pronto a caricare che lo scultore Arturo Modica italo-americano ha donato alla città dopo il crollo della borsa del 1987 e che rappresenta la forza la potenza e la speranza del popolo americano…….ma la fortuna vuole che non ve ne andiate senza aver prima toccato anche …….
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di qua………..
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e ora da qui altri 4 passi e arriviamo al termine di Manhattan ed esattamente allo Staten Island Ferry, un traghetto che  è pure gratis e collega Manhattan con State island, parte abbastanza spesso e passa giusto davanti allastatua della libertà così da vederla lentamente scorrere davanti a voi,  non farete altro che salirvi sopra e una volta arrivati scendere per risalire dall’altro lato accanto e tornare vedendo di nuovo la statua……
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ora se siete decisi ad andare a trovare di persona la signora con la fiaccola su come raggiungerla andate qui, ma forse siete un po’ masochisti, dato che bisogna mettere in conto  i tempi d’attesa che non sono una bazzecola, entrano solo 30 persone in un’ora e non più di dieci sono ammesse all’ingresso alla testa e alla corona, senza contare i controlli di sicurezza che sono più di uno……e comunque le visite vanno prenotate per tempo…….. da novembre comunque, la statua sarà chiusa per manutenzione.
Io sono allergica a tutti questi ostacoli  e ho optato per un giro sul traghetto di cui sopra ……magari se ci capitate voi zoommate un pochettino più di me…….bene dopo aver percorso Midtown e tutto il lato west è finita Manhattan ora non ci resta che tornare più su e passeggiare per il lato est ma se vi interessa per questo ci rivediamo alla seconda parte.
Vi riassumo  qualche indirizzo per decidere dove andare a mangiare, a parte nei Diner e a Le pain quotidien,  meglio sempre prenotare dato che a NY amano mangiare fuori e può capitare che nonostante la prenotazione dobbiate aspettare .
Topaz                                          cucina thai                 nota negativa – piuttosto piccolo
Tao                                             cucina d’oriente          nota negativa – musica rock a volume da discoteca
Antica bottega del vino               cucina del nord italia con vini veronesi
Oysterbar                                    cucina prevalentemente pesce
Bryantparkgrill                           cucina americana e creativa
Milos                                          cucina greca prevalentemente di pesce
Hummus place                           cucina mediorientale
Standard grill                              cucina americana
Kellari taverna                            cucina greca
The red flame diner                    cucina dalla colazione alla cena, americana informale ma buona
Lepainquotidien                         colazioni superlative dolci e salate
se volete proseguire la visita allora Brooklyn vi aspetta!11 note musicali:
Alessandra ha detto…
Wow che reportage fantastico, dovro’ tornarci perche’ non ho tempo di leggermi tutto, ma sono secoli che non vado a NY (c’erano ancora le torri, immaginati tu!) ed e’ bello andarci virtualmente :-). grazie e ciao Alessandra

29 agosto 2011 10:22 

dede ha detto…
quanta roba! le tue foto mi hanno fatto venire i brividi, devo assolutamente trovare il modo di tornarci al più presto, la nostalgia mi sta divorando

29 agosto 2011 14:03 

aldarita ha detto…
Martaaaaaaa!!!!!!!! Altro che scalette, mi fanno male le gambe solo a guardare la strada che hai fatto!!!!!!!! Le foto sono sempre molto belle e se penso che sono voluta andare a Tallin dopo il tuo viaggio………

29 agosto 2011 17:10 

Simona ha detto…
Mi fa piacere leggere che sei stata bene a NYC. E’ bello leggere le tue impressioni e vedere la citta’ con i tuoi occhi.

29 agosto 2011 18:47 

lerocherhotel ha detto…
wow, quante foto stupende! grazie per questo fantastico tour nella Grande Mela!

30 agosto 2011 16:34 

[email protected] ha detto…
Sei sempre molto accurata e precisa nei tuoi racconti e le foto sono fantastiche 😀

31 agosto 2011 21:30 

Lo ha detto…
i tuoi reportage sono sempre entusiasmanti e le foto spettacolari….che fo? parto?

01 settembre 2011 17:39 

Aiuolik ha detto…
E poi sarei io quella sempre in giro! Per ora New York manca nella mia lista di città visitate ma, benché in un primo momento non mi entusiasmasse, devo dirti che ora ci vorrei proprio andare. Speriamo in un prossimo futuro!

01 settembre 2011 23:14 

astrofiammante ha detto…
Ale – intanto ti ci porto io ;-)) Dede – maledetta nostalgia…….devi tornarci, vorrai mica farti mangiare tutta ;-)) Aldarita – wouuu a Tallin, mi racconterai allora appena possibile, ciauzzz Simona – NY è NY offre sempre qualcosa, ti ho portato un po’ a spasso con me allora ^ __ ^ Leroc – prego, son contenta ti sia piaciuto grazie a te di averci perso un po’ di tempo 😉 Milena – tra foto e commenti spero di dare un’idea più chiara della città e tu mi confermi che un po’ ci riesco, ciauzzzzzzz Lo – come parti……partiamo semmai!!! troppo bello sarebbe ^ __ ^ Aiuolik – io te la consiglio….e te lo auguro, ciao bella trattora ^ ___ ^

02 settembre 2011 20:59 

Barbara ha detto…
E’ sempre bello leggere i tuoi resoconti di viaggio Marta. Ogni volta mi fai venire una gran voglia di fare le valigie e girare il mondo! Mi piace un sacco com’è stata riqualificata quella vecchia ferrovia, un ottimo modo per non abbandonare un luogo a se stesso e restituirlo ai cittadini. Un abbraccio 😉

04 settembre 2011 15:59 

astrofiammante ha detto…
Barbara – e io ti auguro di partire al più presto, viaggiare allarga la mente e ti fa sentire cittadino del mondo, è una bella sensazione ;-))

04 settembre 2011 16:16 

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2 thoughts on “Usa /costa est – New york, first part

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